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Juve, oltre al danno la beffa: cosa rischiano Comolli e Chiellini per la sfuriata con La Penna

Juve, oltre al danno la beffa: cosa rischiano Comolli e Chiellini per la sfuriata con La PennaTUTTO mercato WEB
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Ivan Cardia
Oggi alle 12:50Serie A
Ivan Cardia

L’Inter affronta le polemiche, ma è la Juventus che potrebbe dover fronteggiare alcuni provvedimenti da parte degli organi competenti. È, se si vuole, il paradosso derivante da quanto accaduto sabato sera a San Siro: nessun nerazzurro rischia alcunché, nemmeno Alessandro Bastoni, considerato che la prova tv per la simulazione è applicabile solo nel caso porti all’espulsione diretta o al calcio di rigore. Ben altro discorso per i dirigenti bianconeri.

Hanno fatto il giro dei social le immagini di Damien Comolli e Giorgio Chiellini, rispettivamente amministratore delegato e director of football strategy del club bianconero, infuriati con l’arbitro La Penna. Presente anche Luciano Spalletti, altrettanto arrabbiato ma dedito più che altro a calmare gli animi. Quella del tecnico dovrebbe essere interpretata come una protesta, plateale e nulla più. Mentre Comolli e Chiellini potrebbero andare incontro a sanzioni: domani, al termine della giornata di campionato, si pronuncerà il giudice sportivo della Serie A. Tutto dipende da cos’abbia scritto La Penna nel referto: se non ne avrà fatto menzione - ma è improbabile -, il giudice sportivo non si potrebbe pronunciare e dovrebbe lasciare tutto nelle mani della Procura Federale. A cui domani potrebbe comunque chiedere un supplemento di indagine, prendendosi un po’ di tempo prima di decidere.

Ma cosa rischiano Comolli e Chiellini? I due articoli del Codice di Giustizia Sportiva dedicati ai comportamenti dei dirigenti nei confronti dei direttori di gara sono l’art. 35 e l’art. 36. Il primo, però, fa riferimento a condotte violente, definite come “ogni atto intenzionale diretto a produrre una lesione personale e che si concretizza in una azione impetuosa ed incontrollata, connotata da una volontaria aggressività”. La sanzione è pesantissima (almeno 2 anni di inibizione), ma non è questo il caso: sicuramente non per Chiellini, autore di un comportamento comunque più morigerato, ma nemmeno nel caso di Comolli. La cui intemperanza dovrebbe rientrare in quanto disposto dal successivo art. 36, che per i dirigenti prevede come sanzione minima: “a) per 2 mesi in caso di condotta ingiuriosa o irriguardosa nei confronti degli ufficiali di gara; b) per 4 mesi in caso di condotta gravemente irriguardosa nei confronti degli ufficiali di gara che si concretizza con un contatto fisico”. Il contegno di Chiellini dovrebbe rientrare al massimo nel caso della lettera a), ma è possibile che venga inquadrata anch’essa come protesta forte e poco altro. Quanto a Comolli, i due mesi sembrano il minimo, ma non è escluso che si arrivi ad almeno quattro.

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