PENALIZZAZIONE EPOCALE PER IL MESSINA, LA FIGC È RIUSCITA A SALVARE LA FACCIA IN LUOGO DELLA GIUSTIZIA
Valerio Romito
Altro che "sanatoria": venti sono i punti di penalizzazione inflitti all’ACR Messina dal Tribunale Federale Nazionale, che non ha nemmeno voluto calcare la mano vista la richiesta monstre di 34 punti da parte della Procura Federale, nell’ormai famigerato procedimento relativo agli atti compiuti dall’ex presidente giallorosso da inibito, prima di cedere la società all’attuale proprietà, e che era stato oggetto di ricorso, tra gli altri, della Reggina.
Ricordiamo che le azioni compiute, e dunque considerate nulle ed insanabili dalla giustizia sportiva così come ampiamente previsto da chiunque avesse analizzato il caso con la dovuta attenzione e perizia, riguardavano di fatto non solo l’intera stagione passata in serie D, ma persino la stessa esistenza del sodalizio d’oltre stretto, la cui iscrizione era da considerare come mai avvenuta, per poi disputare tutto il campionato con praticamente l’intera rosa priva di contratti validi. Tutto questo in barba a chi, anche in casa nostra, vaneggiava di intervenuti "atti convalidanti" dileggiando chi provava semplicemente a parlare di diritto.
Stiamo parlando, per chi non lo avesse compreso appieno, di un vulnus senza precedenti, se si escludono ovviamente le vicende di Calciopoli che riguardavano, comunque, questioni profondamente differenti, che avrebbe potuto provocare effetti ben più estremi, ma che comunque certificano la situazione di assoluta illegalità nella quale il Messina ha disputato la stagione scorsa, e che non ha prodotto effetti nel campionato di competenza sia per il ritardo con cui la vicenda è colpevolmente venuta fuori, ma soprattutto per affievolire l’enfasi mediatica che ne sarebbe venuta fuori ai danni degli organi di controllo e dunque, indirettamente, al governo del calcio.
Sarebbe infatti risultato impossibile nascondere la testa dentro la sabbia ed ignorare le conseguenze immediate di un torneo di fatto falsato che non avrebbe potuto non avere ripercussioni sulla classifica finale, salvo, come poi è accaduto, sfruttare tutti gli spazi temporali concessi dai regolamenti sino all’ultimo secondo dell’ultimo giorno utile, in modo da spostare gli effetti pratici all’attuale stagione ed in un altro campionato di rango inferiore, il cui eco è ovviamente ridotto al lumicino, quando invece la necessità di fare giustizia in modo certo ed efficace avrebbe, in un mondo normale, dovuto avere precedenza assoluta.
Ribadiamo concetti ovvi, ad uso e consumo dei soliti noti: nessuna acredine nei confronti dei tifosi del Messina, anche loro vittime incolpevoli di gravi mancanze altrui, nonché nessun tentativo di riabilitare una stagione, quella amaranto dello scorso anno, comunque fallimentare dal punto di vista sportivo, ma che comunque, regole alla mano, avrebbe potuto consentire un esito differente, il tutto a vantaggio esclusivo del popolo amaranto e non della proprietà di turno, che con ogni probabilità avrebbe comunque ceduto la mano, considerando chiuso il proprio ciclo a Reggio.
Interessato anche il calciatore amaranto Reis, l'anno scorso a Messina per sole due giornate, che dovra scontare 2 giornate di squalifica.


