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Roma, possibile ritorno di Totti in società: niente romanticismo, ecco i ruoli che potrebbe ricoprireTUTTO mercato WEB
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Oggi alle 07:45Serie A
di Marco Campanella

Roma, possibile ritorno di Totti in società: niente romanticismo, ecco i ruoli che potrebbe ricoprire

“Il ritorno di Totti in società? I Friedkin ci stanno pensando e mi auguro che Francesco possa essere veramente utile alla Roma, perché Francesco è una parte della Roma”: con queste parole ai microfoni di Sky Sport, Claudio Ranieri ha dato il primo segnale di apertura dell’era Friedkin verso il ritorno dello storico capitano giallorosso. E nella Capitale, si sa, notizie del genere non possono mai risultare banali. Dopo aver appeso gli scarpini al chiodo nel 2017, Francesco Totti era già entrato nei quadri dirigenziali del club, ma quell’esperienza si rivelò tutt’altro che felice. In soli due anni, il rapporto con l’allora presidenza Pallotta si deteriorò fino alla rottura: l’eterno numero 10 lasciò l’incarico di Direttore Tecnico, lamentando un ruolo marginale, più vicino a quello di uomo immagine che a una reale figura decisionale. Da allora, le porte di Trigoria sono rimaste chiuse per lui. O almeno fino a oggi. Perché un’uscita pubblica così esplicita da parte di Ranieri - uno di massima fiducia della famiglia Friedkin - lascia intendere che il tema sia già sul tavolo e che le riflessioni siano tutt’altro che embrionali. Fatta questa doverosa premessa, le domande da porsi sono dunque inevitabili. La prima: la Roma ha davvero bisogno di Totti in società? La risposta è tutt’altro che netta. Da un lato, avere all’interno del club il miglior giocatore della sua storia, simbolo indentitario e ambasciatore globale del brand Roma, appare quasi naturale. Dall’altro, tutto dipende da come questa figura verrebbe inserita, per evitare di ripetere gli errori del passato. Ed ecco la seconda, cruciale questione: quale potrebbe essere il ruolo per il Totti-bis? Una prima ipotesi è quella di un incarico istituzionale, sul modello Javier Zanetti all’Inter: vicepresidente o figura di rappresentanza, con peso politico e simbolico, capace di incarnare i valori del club dentro e fuori dal campo. Ovviamente, servirà che gli anni trascorsi lontano dalla Roma abbiano convinto Totti ad accettare un peso specifico diverso all’interno della società rispetto a quanto richiesto in passato. In alternativa, qualora si volesse puntare su un ruolo più operativo, Totti potrebbe tornare a ricoprire la funzione di Direttore Tecnico, ma questa volta con reali margini di manovra e voce in capitolo nell’area sportiva. Una sorta di punto di congiunzione tra squadra e dirigenza, un mediatore capace di leggere lo spogliatoio e tradurne le esigenze ai piani alti - e viceversa - un po’ come Ranieri fa, da altre prospettive, tra allenatore e società. Non è da escludere, infine, un ruolo di consigliere del Direttore Sportivo: perché se c’è un terreno sul quale Totti non ha bisogno di lezioni, è quella del talento. Il punto, oggi più che mai, è uno solo: Francesco Totti può essere una risorsa enorme per la Roma, ma solo se messo nelle giuste condizioni. Non un’operazione nostalgia o una bandiera esposta per placare la piazza, bensì una scelta strutturata, chiara e condivisa. Solo così il ritorno del Capitano potrà trasformarsi da una suggestione romantica a reale valore aggiunto per il club.