Roma, il dado è tratto: pieni poteri a Gasp. Avrà voce in capitolo sul mercato
Alea iacta est. Il dado è tratto: a Trigoria non si torna più indietro. Dopo l’anticipazione emersa giovedì, nella mattinata di ieri è arrivata l’ufficialità dell’interruzione del rapporto tra la Roma e Claudio Ranieri, accompagnata da un comunicato che merita un’attenta analisi. Dopo i ringraziamenti all’ormai ex Senior Advisor, il club ha voluto tracciare una linea netta: “Guardando al futuro, la nostra direzione è chiara. Il Club è solido, con una leadership forte e una visione ben definita. L’AS Roma verrà sempre al primo posto”. Parole che trovano ulteriore conferma nel passaggio successivo, in cui si legge: “Abbiamo piena fiducia nel percorso che ci attende sotto la guida tecnica di Gian Piero Gasperini, con l’obiettivo condiviso di crescere, migliorare e ottenere risultati all’altezza della nostra storia”.
Tradotto, significa una cosa sola: pieni poteri all’allenatore. Dopo Ranieri, infatti, anche Frederic Massara è destinato a fare le valigie, con il club che si ritroverà senza un direttore sportivo e senza un amministratore delegato o una figura dirigenziale forte nel quotidiano. Un vuoto che, inevitabilmente, verrà colmato proprio da Gasperini.
Si va quindi verso un ruolo molto vicino a quello del manager all’inglese, una figura in grado di incidere a 360 gradi sulle scelte del club: dal campo al mercato, passando per la scelta dello staff medico. Proprio a tal proposito, nella conferenza stampa alla vigilia di Bologna-Roma, il tecnico ha spiegato: “Serve lavorare di squadra, più che mai anche in sede di mercato l'allenatore deve fare il suo ruolo lavorando insieme al DS. Devono viaggiare in coppia. La capacità di fare squadra è determinante”. Un messaggio chiaro, che suona come linea guida per il futuro: il prossimo direttore sportivo dovrà essere scelto in sintonia con l’allenatore e lavorare in piena sinergia con lui.
Nella città degli imperatori, dunque, c’è un nuovo uomo al comando. Ma quando il potere si accentra, aumentano anche le responsabilità: gli alibi sono finiti, ora il terreno di gioco torna ad essere il tribunale. E la gara contro il Bologna sarà il primo banco di prova.
Altre notizie
Ultime dai canali
Primo piano






