Lukaku ha sacrificato il rapporto con Conte sull'altare dell'ultima vetrina Mondiale
Delusione e amarezza. Antonio Conte ieri sera non s'è nascosto quando ha dovuto dire la sua su Romelu Lukaku. Il centravanti belga che a inizio settimana ha fatto una toccata e fuga a Napoli per comunicare alla società che avrebbe proseguito le sue cure in Belgio ha evitato il confronto col suo allenatore. "Non ho avuto l'opportunità di parlare con Lukaku - ha dichiarato il manager leccese al termine della gara vinta contro la Cremonese -, so che un nostro dirigente ci ha parlato. Lui è venuto al centro, l'ufficio mio era lì, però nessuno ha bussato alla porta e questo mi è dispiaciuto tanto perché mi sarei aspettato un saluto, un messaggio o qualcosina. In queste situazioni l'allenatore cerca di capire tutti, ma nessuno si sforza di capire l'allenatore".
Lukaku non ha capito l'allenatore. Il suo allenatore. La persona che nell'estate 2019 forzò l'Inter a un investimento senza precedenti, a spendere 65 milioni di euro più dieci di bonus per acquistarlo dal Manchester United. Una operazione più da Premier League che da Serie A, un biennio da 64 gol. Numeri alla mano, le migliori stagioni della sua carriera. Ma Conte è stato anche l'allenatore che nell'estate 2024 ha spinto De Laurentiis a fare un acquisto non da Napoli, a spendere 30 milioni di euro per un giocatore che un anno prima la Roma aveva preso in prestito. Lo ha fatto perché anche a 31 anni - anche dopo stagioni con alti e bassi - pensava che Big Rom fosse il centravanti perfetto per il nuovo Napoli.
In questi anni Conte e Lukaku non si sono mai risparmiati in complimenti reciproci. Ma allora perché il belga s'è comportato in questo modo? Perché trattare così il suo allenatore? Per il suo quarto e ultimo Mondiale. Per arrivare al meglio alla Coppa del Mondo in Nord America che sarà la sua ultima grande vetrina con la maglia dei diavoli rossi. Lukaku dalla sosta in avanti ha pensato solo e unicamente a quell'obiettivo. A come curare al meglio il problema all'anca per arrivare al 100% negli States. E fa nulla se il Napoli nell'ultimo mese gli ha chiesto un giorno sì e l'altro pure di rientrare, se con Conte un bellissimo rapporto durato sette anni si sta chiudendo con una pagina amara. Il Mondiale davanti a tutto, l'ultima grandissima vetrina della sua carriera.











