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Tra Brera e Cruyff, il calcio italiano davanti a un bivio: la direzione indicata da PSG-BayernTUTTO mercato WEB
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Oggi alle 09:56Serie A
di Michele Pavese

Tra Brera e Cruyff, il calcio italiano davanti a un bivio: la direzione indicata da PSG-Bayern

C’è una frase di Johan Cruyff che torna sempre davanti a certe partite: meglio un 5-4 di un 1-0. Non è solo una provocazione estetica, è un’idea precisa di calcio. E Paris Saint-Germain-Bayern Monaco l'ha incarnata alla perfezione. Una partita in cui si segna quasi a ogni tiro viene spesso liquidata come un concentrato di errori difensivi. E sì, qualcosa dietro ha scricchiolato. Ma fermarsi a questo significa perdere il senso di quanto abbiamo visto, perché la differenza l’ha fatta soprattutto la qualità offensiva: velocità di pensiero, precisione tecnica, capacità di trasformare mezzo spazio in un’occasione piena. Quando il livello è questo, la difesa non scompare ma diventa inevitabilmente vulnerabile. La sintesi del calcio moderno, pregi e difetti E allora torna utile anche Gianni Brera e il suo celebre paradosso: "La partita perfetta finisce 0-0". Senza errori, niente gol. Un’idea affascinante, ma che nel tempo è stata piegata fino a diventare quasi un alibi, soprattutto in Italia: il controllo prima di tutto, il rischio ridotto al minimo. Il risultato? Partite bloccate, ordinate ma sterili, dove la paura di sbagliare pesa più della voglia di vincere e dove il talento è soffocato. Ieri sera invece, è andata diversamente: non è stata una partita perfetta ma caotica, viva. Perché il calcio di altissimo livello oggi non si gioca più solo difendendo bene: comincia molto più avanti, dal pressing. Un pressing feroce, continuo, portato da tutti. PSG e Bayern lo fanno con convinzione, ma soprattutto hanno la qualità per uscire da quella pressione, e lì la partita si accende. Una strada quasi necessaria Il punto è proprio questo: contro squadre così, chiudersi non basta. Anzi, spesso peggiora le cose; se una delle due avesse scelto di abbassarsi, probabilmente avrebbe subito comunque quattro o cinque gol. Non per limiti, ma perché contro questo talento l’unica risposta è accettare la sfida, giocare allo stesso ritmo, non nascondersi. E allora questo 5-4 non è un incidente, né un’anomalia. È una direzione, forse quella da cui dovremmo ripartire anche in Italia. Bisognerebbe trovare la sintesi tra la perfezione immobile evocata da Brera e il calcio esplosivo di Cruyff. Un calcio meno ordinato, sicuramente meno rassicurante, ma più piacevole e al passo coi tempi.