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Dalla dirigenza allo spogliatoio: la Juventus è con Spalletti. La vittoria non è arrivata (per l'ennesimo errore arbitrale) ma la reazione sì. A gennaio però servirà almeno un centravanti. Milan e Atalanta, giovedì nero: Sarri, serve una svolta

autore
Lorenzo Di Benedetto
ieri alle 23:30Editoriale
autore Lorenzo Di Benedetto
22.10.2026 23:30Editoriale
Servivano risposte, in casa Juventus, e la più importante è arrivata. Dopo la clamorosa debacle contro la Lazio di domenica scorsa ci siamo chiesti, tutti, se lo spogliatoio fosse ancora dalla parte di Luciano Spalletti e la gara di Europa League contro il Rennes ci ha detto di sì. Dopo due vittorie consecutive nelle prime due giornate della League Phase, i bianconeri hanno fatto il primo mezzo passo falso, ma questo importa fino a un certo punto, perché in campo si è vista una reazione vera, sia all'inizio che, soprattutto, quando i francesi erano riusciti a ribaltare il gol di Celik prima dell'intervallo. Sotto di 2-1, con lo Stadium che aveva accompagnato i giocatori nello spogliatoio con più di qualche fischio, se la squadra non fosse stata dalla parte dell'allenatore il rischio concreto sarebbe stato quello di vedere la Juventus sciogliersi come neve al sole e invece nella ripresa i giocatori hanno messo in campo tutto quello che avevano, rimontando e sfiorando il controsorpasso nel risultato, non arrivato soltanto a causa dell'ennesimo errore arbitrale al quale abbiamo assistito in questo inizio di stagione, tra Serie A e coppe europee.

Carnevali dalla parte di Spalletti

Nel pregara erano inoltre arrivate le parole del CEO della Juventus Giovanni Carnevali, che aveva difeso l'allenatore scongiurando il rischio esonero: "Dobbiamo avere le idee chiare, senza cambiare ogni momento sennò si riparte sempre da zero. Io porto le mie idee, non credo sia giusto cambiare ogni volta che c'è una difficoltà". Tradotto: Luciano Spalletti è saldo sulla panchina della Juve e avrà altro tempo a disposizione per cercare di trovare la via giusta per riportare il club al livelli che gli competono. Inutile, almeno per il momento parlare di altro. Oltre a questo è poi giusto parlare anche dei problemi evidenti della rosa costruita in estate. Se il secondo tempo di Woltemade, gol a parte, è stato più che positivo, il neo resta sempre lo stesso e il nome è quello di Kolo Muani. Il francese è apparso ancora una volta un pesce fuor d'acqua e difficilmente il giudizio potrà cambiare. Ecco perché la dirigenza deve già mettersi al lavoro in vista di gennaio: serve almeno un centravanti. Una punta forte, un giocatore che sappia fare gol. Per intenderci, la Juventus dovrà cercare di fare un colpo "alla Malen". Facile? Assolutamente no.

Milan e Atalanta senza sorriso: Sarri deve trovare lo slancio per non finire nelle sabbie mobili

Dopo la Juventus, nel giovedì europeo delle italiane, è stato il turno di Milan e Atalanta, che non hanno certo sorriso, vista la sconfitta per 3-0 dei rossoneri, condizionata dall'espulsione di Maignan, e quella per 2-0 dei nerazzurri ad Amsterdam contro l'Ajax. Due ko diversi ma che hanno lo stesso retrogusto amaro e forse quello che pesa di più è quello della squadra di Amorim che anche a causa del troppo turnover ha trovato la seconda sconfitta su tre gare di Europa League. Il cammino è ancora lungo, è chiaro, ma per non complicare ancora di più il cammino nella League Phase servirà qualcosa in più a cominciare dalla prossima gara, in programma tra due settimane a San Siro contro il Ferencvaros, attualmente primo a punteggio pieno nella seconda coppa europea per importanza. Sull'Atalanta, invece, è giusto iniziare a pensare che qualcosa non stia andando per il meglio. La dirigenza è stata chiara e quello che ha fatto filtrare è molto chiaro: Maurizio Sarri non è in bilico. Quello che ci chiediamo, però, è: ancora per quanto? Guardando i numeri, insindacabili, di questo avvio di stagione si nota che gli orobici, su nove partite giocate ne hanno vinte quattro e perse cinque. Serve una svolta, da parte dell'allenatore, sì, ma anche da parte dei giocatori. Frosinone, Fiorentina, Parma, Kairat e Monza saranno le prossime cinque avversarie della Dea prima della sosta: impegni, sulla carta, abbordabili, alla portata dell'Atalanta. Ecco, tutto dovrà filare liscio, altrimenti sarà inevitabile mettere qualcuno in discussione, a partire dal tecnico.

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