Ritorno alla romanità
“Romano lo volemo o almanco italiano”. Così urlava il popolo romano nel 1378, quando i cardinali si riunirono in conclave per eleggere il nuovo Papa dopo il periodo avignonese che aveva visto l’elezione di diversi Papi francesi. Ora il popolo romano voleva che la Chiesa tornasse centrale a Roma, nella Capitale.
RITORNO ALLA ROMANITÀ - I Friedkin devono essersi ispirati a quello stesso sentimento di romanità, dato che, negli ultimi mesi, hanno riscoperto una vocazione romana del proprio mandato di custodi dell’AS Roma, dopo aver cercato fortuna con dirigenti, e allenatori, stranieri. Ad eccezione di Daniele De Rossi, fino allo scorso anno i Friedkin si erano affidati a Fonseca, Mourinho, appunto De Rossi e Juric. Come Direttore Sportivo, i giallorossi si sono appoggiati prima a Tiago Pinto, poi a Ghisolfi, finché è arrivato Massara. Contemporaneamente a Massara, in panchina è arrivato Gasperini. La Roma agli italiani, innanzitutto, e ora anche ai romani. Dopo Claudio Ranieri, passato dalla panchina alla dirigenza, la romanità è tornata protagonista ma manca ancora un tassello, un elemento che, dall’arrivo dei Friedkin, non era mai stato contattato dalla proprietà americana. Ora è cambiato tutto e la Roma e Totti stanno flirtando per capire se potrà sbocciare nuovamente l’amore. Sarebbe un altro tassello di storia giallorossa che tornerebbe a incastrarsi a Trigoria. Dal Papa all’ottavo Re di Roma, anche il popolo di qualche secolo fa avrebbe approvato. “”






