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Zauli: “Nel girone B può succedere di tutto. Benevento-Catania è un match point"TUTTO mercato WEB
© foto di FEDERICO SERRA
Oggi alle 11:04Serie C
di Luca Bargellini

Zauli: “Nel girone B può succedere di tutto. Benevento-Catania è un match point"

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Intervenuto ai microfoni di TMW Radio nel corso della trasmissione 'A Tutta C', Lamberto Zauli ha analizzato i temi più caldi della Serie C, dal serrato duello nel Girone B alla sfida di vertice nel Girone C tra Benevento e Catania, fino a un commento sul futuro del Vicenza. Mister, l’Ascoli vince all’89’, l’Arezzo perde in casa con la Ternana e il Ravenna sembra aver perso un po’ dello smalto della prima parte di stagione. Non rischiamo di avere un Girone B deciso proprio al fotofinish? “I campionati, anche quelli degli ultimi anni, ci insegnano che quando si arriva alle ultime otto, nove o dieci partite i valori che si sono visti per tutto il resto della stagione a volte si annullano completamente. Si arriva vicino al traguardo e le partite diventano diverse, così come le pressioni. Spesso quando pensiamo che un campionato sia chiuso, nel giro di due partite si riapre tutto. È quello che sta succedendo anche nel girone B. L’Arezzo ha fatto un punto in due partite con il pareggio interno con il Ravenna, mentre l’Ascoli sta arrivando molto forte. E poi ha vinto un derby sentitissimo: abbiamo visto prima, durante e dopo la partita che tipo di clima c’era. È una vittoria importante che li ha avvicinati molto. Adesso equilibrio, nervi saldi e condizione fisica e mentale faranno la differenza”. Nel prossimo turno l’Arezzo andrà a far visita al Campobasso, una delle squadre più in forma. Quanto rischia la squadra di Bucchi? “Sarà un turno molto interessante. Per l’Arezzo non sarà facile a Campobasso, ma probabilmente non sarà semplice neanche la partita tra Ascoli e Ravenna. Se il Ravenna avesse vinto l’ultima gara ci saremmo trovati tre squadre nel giro di quattro punti. Basta una singola partita per ritrovarsi dentro la corsa, sognare e mettere pressione agli avversari. In questo momento conta anche l’equilibrio durante la settimana: le critiche, la gestione dello spogliatoio, i rapporti interni alla squadra. Tutti aspetti che nelle ultime partite possono fare la differenza. L’Ascoli arriva con grande entusiasmo, mentre le altre sanno che non possono più sbagliare perché rischierebbero di buttare via un campionato. Parliamo comunque di tre squadre molto forti che stanno facendo numeri importanti. Purtroppo c’è la dura legge della Serie C: la promozione diretta è una sola e le altre dovranno passare dai playoff”. Stasera nel Girone C c’è il big match tra Benevento e Catania. Se il Benevento dovesse vincere, possiamo considerare chiusa la lotta per il primo posto? “Ci siamo detti spesso che sarà tutto imprevedibile fino alla fine, ma è chiaro che questa è quasi una partita da match point. Un’eventuale vittoria del Benevento li proietterebbe davvero verso la promozione diretta e dovrebbe succedere qualcosa di clamoroso per riaprire il discorso. Sarebbe una spinta enorme anche a livello di entusiasmo. Al contrario, una vittoria del Catania riaprirebbe tutto. Parliamo di due piazze straordinarie: la Serie C vive anche grazie a realtà così importanti, che avvicinano il pubblico al grande calcio. Per questo è un peccato quando ci sono limitazioni per i tifosi. La prevenzione è giusta, ma bisogna stare attenti a non togliere lo spettacolo e la passione che rendono queste partite così belle”. Guardando più avanti: playoff meglio iniziarli subito o entrare più tardi e avere qualche giorno in più di riposo? “Io l’ho vissuto sulla mia pelle quando allenavo il Crotone. Arrivammo secondi dietro al Catanzaro e, a causa della vicenda legata al Siena, i playoff slittarono di circa dieci giorni. In totale giocammo 35 giorni dopo la fine del campionato: praticamente una pausa quasi estiva. Non è un bene, perché la squadra inconsciamente perde l’adrenalina della partita. Inoltre è difficile trovare amichevoli di livello perché i campionati stanno finendo. È vero che si possono recuperare degli infortunati, ma quando lo stop diventa troppo lungo rischia di essere più dannoso che utile”. Prima di salutarla, uno sguardo al Vicenza: quanto manca a questa squadra per essere pronta alla Serie B? “Penso che in questo gruppo ci siano già giocatori fisicamente e mentalmente pronti per il prossimo campionato. Parliamo di una società molto importante, che sicuramente potrà essere puntellata con elementi di esperienza in Serie B per dare ancora più forza mentale alla squadra. Di solito chi domina la Serie C, soprattutto se ha un gruppo di ragazzi con fame e voglia di emergere, può essere protagonista anche l’anno successivo. Con una società così e con una piazza che riempie sempre lo stadio, è una realtà da categoria superiore. Hanno tutto il tempo per organizzare una squadra competitiva anche per la Serie B”.