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Salernitana, niente gioco ma punti pesanti. Arechi vuoto in attesa della svolta societaria
Se si volesse analizzare con oggettività il rendimento della Salernitana di Serse Cosmi si potrebbe dire che, sul piano del gioco, non ci sono stati passi in avanti rispetto alla gestione Raffaele. Col Catania zero tiri nello specchio della porta, a Caserta un derby perso nettamente senza combattere e senza mai rendersi pericolosi, a Crotone un primo tempo in apnea e ieri, con il Team Altamura in 10 per larghi tratti, la vittoria è arrivata solo con un calcio di rigore e con un tiro-cross che si è infilato all’incrocio tra l’incredulità generale. Il 4-1-4-1 del Pinto, Molina esterno allo Scida e i pochissimi palloni giocabili per un bomber del calibro di Lescano costituiscono elementi di riflessione e che testimoniano quanto il vulcanico trainer granata abbia bisogno di lavorare molto per imprimere il suo marchio e per aumentare sensibilmente le chance di potersi giocare la serie B attraverso i playoff. Se però si vuol guardare il bicchiere mezzo pieno si potrebbe dire che, finalmente, la Salernitana ha ripreso quantomeno a lottare ricucendo lo strappo con il pubblico. Col Latina vittoria in 9 contro 11, a Crotone un colpaccio esterno determinante in chiave classifica e con l’Altamura l’ennesima rimonta dopo essersi ritrovati in svantaggio dopo meno di 120 secondi. Insomma, il carattere del mister ha ridestato dal torpore uno spogliatoio ad alta tensione e che sembrava aver staccato mentalmente la spina. Classifica alla mano c’è comunque poco da stare allegri. Il Catania resta a -5 e con lo scontro diretto a favore, il Cosenza è a -1 e la Casertana non molla di un centimetro; considerando che il calendario proporrà la trasferta di Potenza, il derby col Benevento (che all’Arechi potrebbe festeggiare la promozione aritmetica) e la gara di Trapani è necessario essere realisti e provare anzitutto a difendere la terza posizione che garantirebbe comunque un minimo vantaggio negli spareggi. Ma la distanza siderale dalla vetta certifica comunque il flop della società e della dirigenza, visto che l’obiettivo doveva essere quello di puntare al primo posto dopo due retrocessioni di fila e una marea di promesse non mantenute.
E poi ci sono calciatori che continuano a non performare. Capomaggio in mediana è lento, macchinoso, mai decisivo e spesso abulico dalla manovra: ieri parte del pubblico lo ha fischiato dopo l’ennesimo passaggio sbagliato e in tanti si aspettavano un’esclusione punitiva dopo l’ingenuo cartellino rosso rimediato 14 giorni fa con il Latina. Ferrari, a secco da dicembre, è entrato ancora una volta malissimo e non ha vinto un solo duello aereo, conferma del fatto che sia lontano parente del bomber implacabile ammirato a Vicenza. Anche Luca Villa, pendolino inesauribile e uomo assist fino a inizio novembre, è calato tanto nel rendimento e non riesce a fare la differenza come lecito attendersi. Bene, invece, Cabianca e Anastasio, difensori che hanno qualità, carattere e personalità per dare un grosso apporto nella post season. Su Lescano, invece, giudizi contrastanti. Se è vero che l’ex Avellino ha segnato il sesto gol in un mese e mezzo diventando il capocannoniere della squadra, è altrettanto vero che da un giocatore di tale livello ci si aspetta qualcosa in più. “Non mi sono arrivati molti palloni e vorrei giocare quanto più possibile vicino all’area di rigore” ha detto con onestà in sala stampa, un messaggio implicito a un allenatore chiamato a sfruttare sempre di più le sue caratteristiche.
Nota finale sui tifosi. Ieri, al netto dei dati ufficiali, l’Arechi era vuoto. Pochissimi spettatori nei distinti e in tribuna, solo la parte inferiore della curva Sud ha offerto un colpo d’occhio degno del blasone di Salerno. Eppure gli ultras della “Siberiano” hanno spinto e cantato per 95 minuti, decidendo di accantonare ogni forma di dissenso per creare un clima positivo in chiave playoff. Naturalmente la testa dei tifosi è rivolta anche alla questione societaria. Iervolino, ieri assente sugli spalti, avrebbe deciso di farsi definitivamente da parte e Rufini è pronto a entrare in gioco. La FIGC monitora e attende la fideiussione necessaria a garantire la copertura delle spese per chiudere la stagione senza alcun tipo di affanno. La sensazione è che entro un paio di settimane potrebbe esserci la fumata bianca e l’inizio di una nuova era per il calcio salernitano.
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