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I 7 motivi per cui è inspiegabile il mancato esonero del direttore sportivoTUTTO mercato WEB
© foto di Nicola Ianuale/TuttoSalernitana.com
lunedì 4 dicembre 2023, 15:30News
di Gaetano Ferraiuolo
per Tuttosalernitana.com

I 7 motivi per cui è inspiegabile il mancato esonero del direttore sportivo

Dopo la partita contro il Napoli, l'esonero sembrava cosa fatta. Del resto è fin troppo evidente che in estate siano stati commessi errori clamorosi solo in parte giustificabili con lo scarno budget a disposizione. Ad oggi la domanda comune negli ambienti del tifo granata è sempre la stessa: cosa ci fa De Sanctis ancora la suo posto? Oppure: cosa si aspetta ad assumere un direttore generale carismatico, che metta a posto uno spogliatoio rotto?

La redazione di Popolo Sportivo ha elencato gli sbagli commessi dall'ex portiere del Napoli, sperando di poter presto sottoporre questi quesiti a una proprietà che, per ora, preferisce trincerarsi dietro il silenzio stampa. Ecco le varie argomentazioni:

-27 milioni di euro per una difesa che ha subito 90 gol in 15 mesi. Se si considera che la vecchia dirigenza, senza società, senza budget e con la spada di Damocle del 31-12 sulle spalle, aveva portato in granata un quartetto che oggi gioca stabilmente nelle competizioni europee, possiamo dire che la missione sia fallita. Il migliore, statistiche alla mano, resta Gyomber. Anch'egli portato da Fabiani, preso dalla C nell'estate del 2020. E non rinforzare l'organico in questo reparto la scorsa estate, al netto della partenza di Troost Ekong e della scelta di Sousa di tenere ai margini Bronn, è stato un autogol.

-centrocampo numericamente scarno. E che si regge su Coulibaly. Anche in questo caso giocatore non portato da De Sanctis. Pensare di fare la serie A con Maggiore e Bohinen reduci da infortuni e con due scommesse come Martegani e Legowski è stato quantomeno rischioso. E oggi i risultati si vedono.

-assenza di un vice Bradaric e mistero Sambia. Da un anno e mezzo la Salernitana non ha un esterno sinistro di ruolo che possa giocarsi il posto con il croato. E pensare che Ranieri sarebbe tornato di corsa, a prezzi accessibili. Per non parlare del vice Mazzocchi, un calciatore che guadagna oltre un milione di euro e che non è stato preso in considerazione nè da Nicola, nè da Sousa, nè da Inzaghi

-gestione dello spogliatoio; dire in pubblica piazza quanto accaduto con Dia non è stata strategia vincente. Ma ricordiamo anche parole poco tenere verso Bonazzoli, prima che poi Iervolino facesse di testa sua agendo in direzione opposta. Ci chiediamo, inoltre: De Sanctis ha carisma ed esperienza per essere sergente di ferro in un gruppo che non appare coeso? "Io sono la legge marziale" disse il suo illustro predecessore. Uno che Bonazzoli lo recuperò senza doverlo mettere fuori rosa dandolo poi a una diretta concorrente

-la bocciatura dei calciatori non portati da lui; sicuro che Djuric, Radovanovic, Verdi, Ruggeri, Zortea, Strandberg, Ranieri, Ederson non servissero alla Salernitana. C'è poi questa scelta di rivolgersi quasi esclusivamente al mercato estero.

-silenzio rispetto a torti clamorosi; tutte le squadre alzano la voce anche pubblicamente quando necessario, qui si sceglie la strada del silenzio che appare assordante e sa quasi di rassegnazione. Ricordate Sabatini dopo Napoli o in un contesto a lui caro come Roma? Ecco, alla Salernitana servirebbe anche una figura di questo livello che sia di rappresentanza e faccia valere le ragioni dei tifosi e del club.

-rapporto con gli allenatori; con Nicola il feeling non c'è mai stato. Proprio per questo fu sorprendente leggere la lettera pubblica dopo il primo esonero post Bergamo. Fosse valso il "moriremo insieme", ci sarebbero dovute essere le dimissioni almeno dopo il secondo e definitivo licenziamento. A lui il merito di aver portato Sousa, sia chiaro. Ma il caso estivo andava gestito in modo totalmente diverso. Rivedendo gli accordi originari quando si è capito fosse un allenatore bravo o mandandolo via quando si è capito fosse insofferente e tentato dal Napoli. E Inzaghi non è stata una sua scelta: gli è stato comunicato tutto quasi a cose fatte.

Intendiamoci. L'anno scorso la Salernitana ha fatto un ottimo campionato anche grazie a De Sanctis. Ochoa, Dia, Candreva, la soluzione del caso Lassana, l'arrivo di Piatek e Vilhena a costi contenuti rappresentano colpi importanti. E non è colpa sua se Maggiore fa flop, nè vanno attribuiti a lui gli arrivi di Botheim e Valencia. Nel mercato in uscita è stato fatto un lavoro apprezzabile. Ma restano errori anche clamorosi certificati non dalle opinioni personali, ma da numeri fallimentari e da una classifica ad oggi disastrosa.