Dalla delusione dei playoff alle certezze da cui ripartire: la Salernitana ha già trovato le sue fondamenta
La semifinale persa contro il Brescia ha chiuso il percorso della Salernitana lasciando amarezza e rimpianti, ma anche alcune importanti indicazioni per il futuro. Se c'è una lezione che la stagione appena conclusa ha consegnato alla società, è che non tutto va rifatto. Negli ultimi mesi il gruppo granata ha mostrato di possedere una struttura solida sulla quale costruire il prossimo progetto tecnico. L'arrivo di Serse Cosmi ha restituito compattezza, fiducia e identità a una squadra che fino a quel momento aveva vissuto troppe oscillazioni. Da lì è iniziata una rincorsa che ha riavvicinato tifosi e ambiente, riportando entusiasmo attorno ai colori granata.
Anche sul campo sono emerse certezze importanti. Calciatori come De Boer e Tascone hanno dimostrato di poter rappresentare il motore del centrocampo, mentre Lescano ha confermato di possedere numeri e caratteristiche da attaccante di categoria superiore. In difesa, elementi come Anastasio, Matino e Berra hanno garantito affidabilità in diversi momenti della stagione, pur con qualche inevitabile passaggio a vuoto.
La sensazione è che la Salernitana disponga già di un nucleo competitivo. Ciò che è mancato non è stata la base, ma qualche tassello decisivo nei ruoli più delicati e una maggiore profondità dell'organico nei momenti cruciali. Per questo motivo le prossime scelte dovranno essere orientate più al completamento che alla rifondazione (Clicca Qui per le possibili idee sui ruoli da rinforzare). La squadra ha già mostrato di poter essere competitiva; adesso serve aggiungere qualità, esperienza e alternative credibili per compiere quel salto che quest'anno è sfumato a pochi passi dall'obiettivo. La strada, in fondo, sembra già tracciata.


