Il male del calcio? Un mister si schiera dalla parte della multiproprietà. A Salerno dalla D alla A
La questione della multiproprietà sta condizionando il Bari? E' questo uno dei tormentoni ricorrenti negli ambienti sportivi biancorossi, al punto che il Sindaco e la politica locale pretendono che la famiglia De Laurentiis metta in vendita il club. C'è chi, però, ha una visione diametralmente opposta. E' l'ex tecnico del Perugia Camplone che, a TuttoBari, ha dichiarato quanto segue:
"Io non credo che questa vicenda della multiproprietà stia cosi condizionando le sorti del Bari. Anzi, io credo che la multiproprietà per il Bari sia un’opportunità positiva perché questa squadra può attingere, ad esempio, dai giovani del Napoli che avrebbero la grande chance di poter crescere in biancorosso. Non vedo nulla di male sull’opportunità di una multiproprietà nel calcio”.
A Salerno la stragrande maggioranza della tifoseria si è schierata al fianco dei gemellati baresi, riprendendo un po' quegli slogan che furono caratteristici nell'era Lotito-Mezzaroma. All'epoca la nostra redazione espresse un parere favorevole rispetto a questa querelle. In un calcio privo di grandi investitori si può davvero impedire a un imprenditore facoltoso di spendere soldi solo perchè parente o affine di un presidente che detiene l'intero pacchetto azionario di un'altra società sportiva? In questi anni decine e decine di piazze hanno detto addio alla propria squadra di calcio e chissà se storcerebbero il naso se Lotito o Mezzaroma decidessero di ripartire ancora una volta dai campi sterrati del dilettantismo.
A Salerno fu scelta vincente e fortemente voluta dalla città e dal Sindaco De Luca, con una scalata record dalla D alla A (meno di 10 anni, non ci sono precedenti del genere), due coppe in bacheca e la risoluzione definitiva della problematica legata ai segni distintivi. Nell'estate del 2021 (per la serie "Solo in Italia!) i proprietari di un bene furono obbligati a cedere nei tempi e nelle modalità imposte da un organismo sportivo per quello che Mezzaroma definì un "esproprio proletario".
"Se non avessero iscritto la Salernitana in A facendo battaglie in altre sedi avrebbero vinto facilmente" era opinione diffusa, ma i "romani" preferirono garantire la continuità del calcio salernitano perdendo svariati milioni di euro e accettando il passaggio a Iervolino per una cifra otto volte inferiore rispetto a quanto previsto dalla perizia degli esperti. Gravina fu categorico: addio multiproprietà. Cambierà qualcosa con i nuovi dirigenti alla FIGC?
Su quell'addio burrascoso intervistammo proprio Lotito durante il Gran Gala del Calcio Italiano tenutosi a Latina nel novembre del 2024. Ecco le sue parole in esclusiva, per leggerle [CLICCARE QUI]


