Faggiano-Raffaele, visto quanto è brutta questa Salernitana? Società, serve chiarezza: si vuol vivacchiare in C?
Una vittoria che non scalda i cuori, una squadra che continua a essere costantemente in involuzione e quel "dico-non dico" che sta contraddistinguendo le ultime interviste dei vari protagonisti. Raffaele elogia prestazioni scadenti ed è stato forse l'unico in Italia a vedere una buona Salernitana contro il Cosenza ritenendo che tenere il pallino del gioco contro un avversario ridotto prima in 10 e poi in 9 fosse un'impresa titanica. Faggiano dice che non ci sono problemi di budget salvo poi ammettere che non si possono prendere determinati giocatori perchè è necessario tenere i conti a posto.
Salerno, prima ancora che la serie B, chiede chiarezza. In fondo basterebbe fare una operazione verità, col ds che ammette che non ci sono tanti soldi da spendere e che è un anno di transizione e un allenatore che, pur salvaguardando l'equilibrio dello spogliatoio, lascia capire con chiarezza che, con questo organico, è già un miracolo aver conquistato 42 punti a sole 6 lunghezze di distacco da corazzate vere e che hanno investito. A proposito, basta con la stucchevole telenovela dell'ossatura e della rosa tutta nuova: a Catania e Benevento vincono con i tanti innesti fatti in estate, gente talmente forte da non patire lo stravolgimento di un organico. Questione di soldi, di volontà, di reali ambizioni. Qui, invece, si chiede il bomber da 15 gol e arriva una riserva del Siracusa, mentre altrove entra Caturano e risolve una partita sporca mentre Salvemini è tra i primi in classifica marcatori pur avendo saltato un sacco di partite.
Faggiano era a bordo campo e forse si sarà reso conto del valore della squadra. Secondo voi qualcuno degli undici titolari e dei subentrati toglierebbe il posto a un solo calciatore di Benevento, Catania e Cosenza? Un solo elemento potrebbe giocare in categorie superiori? Mettiamoci l'anima in pace: senza 4 innesti top e investimenti milionari si rischia il galleggiamento. E, se proprio si vuol far qualcosa di buono, ci si mentalizzi sin da oggi a lottare per blindare il terzo posto che darebbe comunque un vantaggio in chiave spareggi. Beninteso che questa Salernitana, per come gioca e per la rosa che ha, andrebbe fuori al primo turno.
In attesa che la società spieghi cosa vuol fare da grande (basterebbe vedere in quale stadio la Salernitana ha giocato oggi per avere uno scatto d'orgoglio, allargare i cordoni della borsa e intervenire concretamente sul mercato), riteniamo che sia giusto mettere seriamente in discussione l'operato del direttore sportivo. Chi ne prende 24 non li può azzeccare tutti, ma sbagliarne la stragrande maggioranza non era impresa semplice.
Non giustifichiamo più nemmeno i calciatori. I fischi sono stati ingenerosi e se qualcuno non è all'altezza la colpa è di chi lo ha preso, ma l'atteggiamento sembra quello di una squadra rassegnata, abulica, che ha perso garra ed entusiasmo scendendo in campo con un mix tra supponenza e superficialità. Vedere i panchinari seduti senza spingere i compagni nei minuti finali o un abbraccio molto freddo a De Boer dopo il gol certifica quanto stiamo raccontando: qualcosa si è inceppato anche all'interno. Che dipenda dal non credere più nel progetto tattico del mister o dalla consapevolezza di essere inferiori alle dirette concorrenti lo dovrebbero spiegare loro. Intanto tra due settimane il mercato chiude e certo non è con Molina, Arena e Longobardi che si alza l'asticella. C'era un obbligo morale, è stato disatteso. Ci sarebbe ancora tempo, Iervolino sarà d'accordo?






