La nostra replica alla parole di Pagano. Non si parli dei fallimenti passati: dalla A alla C, volevano gli applausi?
Posto che sarebbe opportuno parlare in conferenza stampa consentendo a TUTTI di fare domande senza affidarsi alle solite veline, visto che replicare attraverso Instagram non è il massimo, condividiamo una nostra umile riflessione sulle parole del dottor Pagano. "Il proprietario ha risposto presente a ogni richiesta di investimento". Nell'estate del 2023 c'era la possibilità di avviare davvero un grande progetto, ma Sousa fu mandato via e a Dovbyk preferirono gli algoritmi, con tanto di ritiro fatto senza aria condizionata nelle stanze d'albergo.
"Nessuno ha mai messo a disposizione del club 130 milioni di euro". Così come nessuno nella storia ha preso la Salernitana in A a quella cifra, con 2 retrocessioni di fila, 25 milioni di paracadute, 100 di diritti tv, una decina al botteghino e 50-60 di plusvalenze. "Ricordo che la Salernitana ha conosciuto fallimenti". Enorme caduta di stile. Per difendere gli errori della società non è bello tirare in ballo un passato che vede i tifosi vittime e non certo colpevoli. E ci chiediamo anche se Pagano e chi attualmente rappresenta la Bersagliera sia a conoscenza delle tante anomalie che hanno contraddistinto l'estate del 2005. Una ferita ancora aperta e quel senso di ingiustizia provato anche nel 2011, quando con un arbitraggio diverso a Verona nei playoff forse non saremmo falliti per la seconda volta in 5 anni.
Ricordiamo invece all'AD che Salerno aveva atteso il sogno serie A per 25 anni dopo il dramma del 99 e il rigore non fischiato a Piacenza al 95' ed è stata "scippata" sportivamente di questo sogno con il punteggio più basso della storia del calcio italiano, 15 sconfitte casalinghe, 200 gol incassati in tre anni, 4 allenatori, De Sanctis che parlava in inglese nelle conferenze e Sabatini che completava il capolavoro con Liverani, Pasalidis e Weismann presentandosi a Napoli con Bronn e Sambia mezzali.
"Uomo signorile che si è dimostrato presente anche di fronte a offese ripetute e contestazioni". Quali? Nei primi due anni ha fatto bene ed è stato applaudito, acclamato e osannato, con club dedicati a lui, cori e l'ovazione per la famiglia. Un'accoglienza trionfale, meritata, che ha garantito visibiltà a livello nazionale. Nemmeno chi ha vinto 4 campionati in meno di 10 anni, con due coppe in bacheca e la fine della querelle marchio, ha avuto un plebiscito del genere. Ricordassero, piuttosto, che in B c'erano 20mila persone nelle ultime partite con una rosa modesta e che in C la media spettatori è superiore a 18 piazze su 20 di B.
"Non dovete destabilizzare un percorso sportivo importante, siamo terzi con un progetto serio". I tifosi si augurano non sia la scusa per chiudere il mercato col Molina di turno. Quale sarebbe il percorso sportivo...Liguori e Knezovic attesi un mese perchè bisognava cedere Njoh? Andare nientemeno che a Caravaggio con il nipote del proprietario titolare faticando in 9 contro 11? Vedere il ds che litiga in diretta tv parlando di budget illimitati per poi ammettere che 300mila euro per Chiricò metterebbero il club in difficoltà?
"Spero che Iervolino non abbia perso la pazienza e che possa sopportare una situazione paradossale". Dispiace se si sono offesi per qualche striscione dopo 3 anni così negativi. C'è chi sul web ironizza immaginando che "un bel cartello "vendesi" davanti la porta della sede risolverebbe tutto". Noi invece speriamo che Iervolino in prima persona esca allo scoperto, parli alla gente, ci faccia capire come si può passare dai 20 milioni per Pinamonti a Cerri, Raimondo e Guasone centravanti. E, soprattutto, che cosa sia successo da Piazza della Concordia in poi ricordandosi che, se si investe e si crede in un progetto, non è poi "tutto maledettamente difficile".
Se "il futuro va costruito assieme" non si può prescindere dal dialogo con la piazza, in nome di quel sinallagma che è rimasto termine teorico che ci spinse a consultare il dizionario nella prima conferenza stampa. I chiarimenti non avvengano attraverso Instagram, le veline o qualche personaggio che antepone il proprio interesse al bene della Salernitana. E, se chi "ci ha rimesso 130 milioni" si renderà conto che siamo terzi in C a -6 da due corazzate vere, magari si deciderà a prendere entro domenica un difensore centrale forte, due centrocampisti, un esterno offensivo e un attaccante, visto che "non vogliamo perdere nemmeno le amichevoli" e prendiamo 3 gol a Siracusa segnandone uno, a fatica, in 9 contro 11.
E basta con l'alibi della politica. La precedente società ha stravinto tutto allenandosi a Campagna o a Fratte, investendo al Mary Rosy e per il nuovo manto erboso dell'Arechi. Non è De Luca ad aver preso Ikwuemesi, Pasalidis e Girelli. Non è Napoli ad aver fatto sottoscrivere un ricco triennale a Fazio e Mikael scommettendo sui giovani Manolas e Boateng. Nessun alibi per chi prospettava Cavani e incassa il rifiuto di Cuppone.






