Salernitana chiamata a riconquistare la sua gente in un Arechi freddo
Martedì sera la Salernitana tornerà in campo contro il Casarano in un clima che rischia di essere freddo, distaccato, segnato più dalla delusione che dalla rabbia. Le ultime settimane hanno lasciato cicatrici profonde. La sconfitta di Cerignola ha dato la sensazione di aver chiuso un capitolo, quello della rincorsa al primo posto, e di aver aperto una fase di attesa carica di interrogativi.
L’entusiasmo che aveva accompagnato la squadra nei primi mesi si è lentamente dissolto, sostituito da un silenzio che pesa più di qualsiasi fischio. All’Arechi potrebbero mancare i boati, le ondate di incitamento capaci di trascinare i granata nei momenti di difficoltà. Il pubblico osserva, valuta, prende le distanze. Non per disamore, ma per stanchezza.
Una sorta di sospensione emotiva, in cui si chiede alla squadra prima di tutto una risposta sul campo, fatta di atteggiamento, intensità e orgoglio. Solo una prestazione vera, fatta di corsa e carattere, potrà riaccendere la miccia. In caso contrario, il rischio è che il Principe degli Stadi diventi uno scenario muto, specchio fedele di una stagione che ha smarrito la propria anima.






