All'andata Salernitana bella e combattiva. Sembra passata una vita: questa squadra è un disastro
4 gol, rigori, miracoli dei portieri, salvataggi sulla linea, pali, traverse, giocate spettacolari. Ripensare alla partita d’andata rapportandola a quanto sta accadendo oggi a Salernitana e Casarano fa quasi pensare siano passati anni. Invece era il mese di settembre e assistemmo a una delle partite più belle in assoluto, una gara tra chi sembrava potesse lottare per la promozione diretta e chi, pur neopromosso, non nascondeva ambizioni di vertice come testimoniato da investimenti per calciatori di spessore. Oggi i granata sono distanti anni luce dal primo posto occupato dal Benevento e rischiano di giocare in uno stadio semideserto mentre i rossoblu di Di Bari hanno perso contatto anche con la quinta posizione e devono anche guardarsi alle spalle per evitare sgradite sorprese.
“Sarà davvero un grande spettacolo in campo e sugli spalti, abbiamo una tifoseria caldissima e ci dispiace non possano esserci anche i sostenitori ospiti. Affrontiamo una delle principali candidate al salto di categoria, una corazzata costruita per vincere. Ma non abbiamo timori, abbiamo festeggiato il ritorno tra i professionisti anche perché avremmo giocato con avversari blasonati e con trascorsi in A” diceva la dirigenza pugliese alla vigilia del match d’andata, quando Salerno celebrò con soddisfazione il pareggio visto che il Casarano in casa aveva già battuto il Benevento senza subire alcun gol in un mese e mezzo.
Prima Ferrari, poi Quirini: un 2-2 rocambolesco, meritato, frutto di una delle migliori prestazioni in assoluto in fase offensiva, ma di una delle peggiori in difesa. Non a caso, con almeno quattro interventi determinanti, Donnarumma fu il migliore in campo. Unico a frenare le scorribande di uno scatenato Cajazzo (abile a mettere in crisi Anastasio e Frascatore) e di quel Chiricò che, a inizio gennaio, sembrava a un passo dal trasferimento alla corte di Raffaele prima della richiesta di 300mila euro che fu considerata eccessiva dal direttore sportivo Faggiano.
Da capire inoltre quale sarà la risposta del pubblico, visto che la classifica e i recenti risultati potrebbero spingere tanta gente a restare a casa. Anche chi è in possesso dell’abbonamento. Contro Cosenza e Giugliano non si è toccata quota 10mila, con tribuna e distinti praticamente vuoti nonostante le belle iniziative messe in campo dalla società. Il rischio concreto è di arrivare alla fine della regular season con uno stadio freddo e con un ambiente del tutto sfiduciato. Altro risultato eccellente ottenuto da chi puntava a essere il miglior presidente della storia salvo poi prenderci in A e portarci a Cava dei Tirreni.






