Salernitana, dal carattere alla rassegnazione: dov’è finita la reazione granata?
Se c’è un dato che fotografa il momento della Salernitana, più ancora dei numeri in classifica, è la mancata reazione dopo lo svantaggio contro il Monopoli. Il gol di Scipioni da centrocampo è stato un episodio clamoroso, certo, ma ciò che ha colpito è stato il dopo. Nessun assalto organizzato, nessuna pressione feroce, nessun cambio di ritmo vero. Solo cross prevedibili e confusione.
Ed è qui che il confronto con la prima parte di stagione diventa inevitabile. Nei mesi iniziali, la squadra di Giuseppe Raffaele aveva costruito la propria identità proprio sulla capacità di reagire. Andare sotto non era una condanna, ma una scintilla. La risposta era immediata, rabbiosa, spesso efficace. Oggi accade il contrario.
Subito il colpo, la squadra si spegne completamente. Si abbassano ancora di più i ritmi, si perde lucidità, aumentano gli errori tecnici. È un crollo che sembra più mentale che fisico, più emotivo che tattico. La differenza sta tutta lì, prima c’era la sensazione di poter ribaltare tutto in ogni momento e infatti così accadeva. Ora, al primo episodio negativo, emerge fragilità. E senza una sterzata psicologica, diventa difficile immaginare una svolta nel finale di stagione.






