Le PAGELLE PICCANTI di Potenza - Salernitana
A Potenza, ieri, la Salernitana non ha giocato una partita di calcio. Ha recitato in un documentario sulla natura: i lupi del Potenza che cacciano liberamente, e i granata che fanno da comparse nell'episodio 'la preda non fugge'. Cinque gol subiti non sono una sconfitta, sono una confessione scritta in lettere granata su foglio bianco. Preparatevi: queste pagelle fanno meno male delle cinque pappine subite.
DONNARUMMA 4
Abbiamo visto portieri parare palloni con i piedi, i pugni, persino con la fronte. Oggi Donnarumma ha scelto un approccio piu' filosofico: lasciare che il pallone decidesse da solo dove andare, nel rispetto della sua liberta' individuale. Sul palo di competenza si e' tuffato con il tempismo di uno che sente l'allarme sveglia, lo spegne, e si rigira dall'altra parte. La domanda sorge spontanea: il guantone sinistro lo aveva lasciato a casa? A Potenza non si e' visto. Nota di merito: almeno non ha esultato.
CABIANCA 4
Promosso in pompa magna come il terzino del futuro, oggi ha offerto una visione alternativa di quel futuro: distopica, con invasioni aliene e difese inesistenti. D'Auria lo ha trattato come un birillo da slalom, lo ha superato cosi' tante volte che a un certo punto sembrava stesse facendo gli straordinari. Il problema non e' la giovane eta' , e' che a quella fascia ha dedicato la stessa attenzione con cui si guarda uno spot pubblicitario durante la serie preferita: zero assoluto.
MATINO 4,5
Il meno peggio. In un ospedale da campo, e' quello con la benda messa dritta. I pericoli arrivavano tutti dai lati come in un film horror dove il mostro esce sempre dalla porta che non stai guardando, e lui tutto sommato ha tenuto botta sulla sua zona. Promosso con riserva: e' il capitano della zattera del Titanic, sta in piedi, ma il Titanic e' comunque affondato. Piccoli miglioramenti.
ANASTASIO 4
Schimmenti lasciato solo sul 2-2. Solo. Come un anziano al supermercato la vigilia di Natale. Anastasio era li', in campo, tecnicamente nella stessa area geografica, eppure tra lui e il marcatore c'era la distanza emotiva di due ex che si ignorano a una festa. Nel secondo tempo ha provato a svegliarsi, ma svegliare la squadra a tre gol di svantaggio e' come aprire l'ombrello quando sei gia' fradicio: gesto nobile, utilita' discutibile.
VILLA 4
C'e' un Villa che a inizio stagione faceva cose meravigliose. Un Villa che cuciva, ripartiva, inventava. Poi qualcuno lo ha lavato a 90 gradi e quello uscito dalla centrifuga oggi era due taglie piu' piccolo e completamente sfibrato. Dalla sua fascia sono partite piu' ripartenze avversarie che azioni granata. Ha contribuito all'azione del 2-1, si' , ma anche un orologio rotto segna l'ora giusta due volte al giorno.
CAPOMAGGIO 4
Indossa la fascia da capitano. La fascia da capitano, pero', non e' un talismano: non trasforma magicamente le palle perse in assist o gli errori in geometrie. Ogni volta che impostava, il Potenza ringraziava e ripartiva come se Capomaggio avesse un abbonamento gratuito al servizio 'lancio avversari'. E' un mistero degno di una serie Netflix il motivo per cui sia inamovibile. Forse e' lui il segreto di Fatima. Forse.
DI VICO 4,5
Non era il peggiore , e in questa squadra, oggi, e' gia' una medaglia al valor civile. Cosmi lo ha tolto all'intervallo, sacrificando inspiegabilmente lui invece di qualche effettivo colpevole, con la stessa logica con cui si mette il cappotto alla stufa invece di accenderla. Aveva anche sfiorato il 3-3 due volte. Nessuno glielo togliera'. Forse.
TASCONE 6
Eccolo, il faro nella tempesta. Il gol piu' bello della stagione , un sinistro volante con annesso controllo da circo , spedito in rete nel giorno piu' buio. E' come trovare un biglietto da 50 euro nel cappotto invernale: non risolve i problemi, ma per un attimo dimentichi tutto. Tascone ha risposto alle critiche nel solo modo in cui abbia senso farlo: con i fatti. Gli altri erano troppo occupati a rispondere agli avversari con gli applausi.
LONGOBARDI 4
I suoi cross hanno coperto ogni angolo del Viviani tranne uno: quello dove stavano i compagni. Curva di casa, portiere, raccattapalle, settore ospiti , tutto ha ricevuto l'onore del suo traversone tranne l'attaccante granata. Ha raggiunto il fondo. Non quello della porta avversaria , quello della classifica personale delle prestazioni. Merita una menzione speciale per la creativita' nella distribuzione del pallone: geograficamente parlando, ha fatto girare il mondo.
LESCANO 5,5
L'unico che si e' battuto come se la partita valesse davvero qualcosa , e forse per lui e' cosi', perche' sette gol in questa squadra da solista meritano almeno un applauso scritto. Predica nel deserto, segna nel deserto, lotta nel deserto. Dovrebbero costruirgli una statua sul lungomare, con la scritta: 'Lui c'era. Gli altri non sappiamo'. Il suo agente sta probabilmente gia' aggiornando il curriculum, e farebbe bene.
ACHIK 4,5
Il dribbling oggi era un concetto teorico, come il paradosso di Zenone: si avvicina all'uomo da superare ma non lo supera mai, all'infinito. Ogni uno contro uno finiva con l'avversario ancora in piedi, la palla persa e Achik che si chiedeva filosoficamente dove fosse andata. Secondo ko consecutivo. A questo punto Cosmi potrebbe bacchettarlo una terza volta, ma serve davvero altro?
CARRIERO 4
Entra a inizio ripresa con l'incarico di scuotere la squadra. La squadra non si e' accorta del suo ingresso. Forse neanche lui. Si e' mosso con la ferocia di uno che cammina su un pavimento appena lavato: pianissimo, attento a non fare danni, inutile per definizione. La scossa elettrica promessa e' arrivata come quella di una pila scarica: un fremito appena percettibile, poi niente.
MOLINA 4
La storia era gia' scritta quando e' entrato. Lui lo sapeva, noi lo sapevamo, probabilmente anche il raccattapalle lo sapeva. Nel calcio non basta saperlo , bisogna provarci lo stesso. Lui ha provato, nel senso che era fisicamente presente in campo. Per il resto: impatto pari a zero virgola zero con aggiunta di nessun episodio memorabile. Riserva convocata in emergenza: la definizione del cambiamento che non cambia niente.
GYABUAA 4
Entra di corsa in una partita gia' persa e cerca di fare la differenza, ma la differenza era di tre gol e non si recupera col semplice entusiasmo. Ha inseguito il pallone con l'energia di un gatto convinto di acchiappare il laser: ci prova, ci crede, l'aperitivo non arriva mai. La panchina ogni domenica non aiuta: quando sei freddo, ci vuole piu' di un quarto d'ora per accenderti.
FERRARI 4
Entra nell'83'. Fa in tempo a confermare di avere ancora del lavoro da fare. Presentarsi con l'approccio horror non e' mai una buona idea, neanche per fare colpo. Il minutaggio scarso non giustifica tutto , pero' di sicuro non aiuta. Riprova la prossima.
COSMI (allenatore) 4
Tatticamente oggi il Potenza ha fatto quello che voleva, quando voleva, con chi voleva , come un turista che ha trovato un villaggio all inclusive senza tornelli. I cambi non hanno cambiato nulla: Capomaggio in campo sino alla fine mentre Di Vico spariva all'intervallo e' una di quelle scelte che restano nei libri di storia locale come enigmi irrisolti. Tre vittorie di fila avevano illuso tutti , forse anche lui. Nel calcio, il responsabile ultimo di come una squadra si dispone e reagisce ha un nome solo: allenatore. Oggi quel nome non avrebbe dovuto essere sulla copertina.
I tifosi granata hanno tutto il diritto di essere furiosi , non e' mai divertente prendere cinque gol, soprattutto da chi ha meno storia calcistica di noi. Ma la speranza e' che questa manita bruci abbastanza da trasformarsi in benzina, non in cenere. Perche' il granata non e' solo un colore: e' una condizione permanente di chi soffre, spera, e torna sempre. Anche dopo un sabato bestiale come questo.






