Faggiano, un flop clamoroso! Dimissioni o esonero prima del derby, necessario fare un passo indietro
Daniele Faggiano è uno degli artefici dell'annata fallimentare della Salernitana. Aveva prospettato la lotta alla prima posizione e i granata hanno perso l'obiettivo già a metà gennaio. Aveva garantito l'allestimento di una rosa di uomini e oggi si vede un gruppo spaccato, spento, scarico, che sta disonorando la tifoseria, la storia e la maglia. Aveva mostrato soddisfazione per il mercato estivo salvo poi perdere nettamente a Catania e prenderne cinque a Benevento. E a gennaio, senza gli striscioni di protesta dei tifosi, ci saremmo accontentati di Molina in avanti, Carriero in mediana e Arena in difesa.
E inoltre stiamo ancora aspettando le giocate di Antonucci (sacrificato per quel Liguori atteso un mese e mezzo), le cavalcate sulla fascia di Longobardi (il no a Letizia grida vendetta, si è atteso il fallimento del Rimini per prendere una discreta riserva di C) e la spiegazione sul mancato arrivo di un portiere titolare visto che Donnarumma ha già tolto diversi punti alla Salernitana senza avere evidentemente un secondo che possa quantomeno giocarsi il posto alla pari. E che certo non potrebbe fare peggio.
Se aggiungiamo lo spettacolo poco edificante del post derby di Cava, alcuni alterchi con i giornalisti, interventi nelle dirette tv per battibeccare con gli opinionisti e le sviolinate alla società a oggi peggiore della storia in termini di risultati il quadro è completo. Ora che la proprietà è impegnata nel passaggio di consegne occorrerebbe un direttore sportivo col pugno di ferro che sappia gestire lo spogliatoio, anche a costo di prendere decisioni drastiche e dure. Ma se ci si fa espellere una partita sì e l'altra pure diventa difficile anche questo. A giugno sarà addio pur con un altro anno di contratto, ma dimettersi o licenziarlo già stasera sarebbe atto dovuto.






