Salernitana, le scelte dello staff tecnico: cosa non ha convinto
L’arrivo di Serse Cosmi aveva portato entusiasmo e l’idea di una svolta immediata per la Salernitana. In parte, quella scossa c’è stata, soprattutto nei primi risultati ma col passare delle settimane, alcune scelte hanno iniziato a sollevare più di un dubbio. Il primo aspetto riguarda la continuità tattica: il passaggio alla difesa a tre ha dato inizialmente solidità, ma non sempre è stato accompagnato da un’evoluzione nella fase offensiva, la squadra ha spesso faticato a costruire gioco, risultando prevedibile e poco incisiva negli ultimi metri.
Anche la gestione dei cambi ha fatto discutere. In diverse occasioni, le sostituzioni non hanno inciso (nella prima parte di stagione erano state i punti di forza viste le tante rimonte), anzi hanno tolto equilibrio o brillantezza alla squadra. Alcuni giocatori sono sembrati poco valorizzati, mentre altri hanno trovato spazio con grande continuità nonostante prestazioni altalenanti, Capomaggio e Villa su tutti.
C’è poi il tema della reazione nei momenti difficili, dopo una sconfitta pesante, come quella di Potenza o come dopo lo schiaffo ricevuto a Caserta, non si è vista quella risposta forte che ci si aspetterebbe da una squadra guidata da un tecnico esperto. Cosmi ha sicuramente lavorato in un contesto complicato, ma ora è chiamato a trovare soluzioni più efficaci perché la stagione entra nella fase decisiva.






