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Sampdoria, guerra ai vertici: Tey vuole il controllo, Manfredi resisteTUTTO mercato WEB
© foto di Federico Serra
Oggi alle 08:49Serie B
di Luca Bargellini

Sampdoria, guerra ai vertici: Tey vuole il controllo, Manfredi resiste

La Sampdoria resta sospesa in un equilibrio sempre più fragile, con il futuro del club legato a una frattura societaria che, giorno dopo giorno, assume contorni sempre più netti. Al centro della contesa ci sono Joseph Tey e Matteo Manfredi: da una parte chi ha garantito la solidità finanziaria del progetto, dall’altra chi detiene il controllo attraverso le azioni con diritto di voto. Una contrapposizione che rischia di sfociare in una vera e propria battaglia legale, con il coinvolgimento di studi internazionali e un clima interno sempre più teso. La spaccatura si è manifestata in maniera evidente anche pubblicamente, certificando un CdA di fatto diviso e un presidente sempre più isolato nelle dinamiche societarie. Sul tavolo, secondo quanto riportato da Il Secolo XIX, ci sono richieste precise. Tey, dopo aver investito oltre 130 milioni nel club, chiede il trasferimento del 42% delle azioni con diritto di voto della holding di controllo, oltre alle dimissioni di Manfredi da tutte le cariche operative. Condizioni ritenute imprescindibili per riaprire i flussi finanziari, al momento congelati, e garantire così continuità gestionale anche in vista della prossima stagione. Il blocco degli investimenti ha già avuto effetti concreti: la programmazione per il 2026/27 è ferma, così come alcune operazioni di mercato. Una paralisi che si inserisce in un contesto economico delicato, con un bilancio in rosso intorno ai 40 milioni e la necessità di approvarlo entro le scadenze federali per l’iscrizione al prossimo campionato, fissata al 16 giugno. Nel frattempo, sullo sfondo si muovono potenziali nuovi investitori, anche se al momento non risultano trattative avanzate. L’idea di affidarsi a un advisor unico potrebbe rappresentare una via d’uscita per semplificare il processo e superare le attuali divisioni interne. In questo scenario complesso, la squadra resta ai margini delle tensioni societarie. Gli stipendi sono stati regolarmente pagati e il gruppo continua a concentrarsi sul campo, con l’obiettivo di chiudere al meglio la stagione. Ma è evidente che, senza una soluzione rapida allo scontro ai vertici, il rischio di ripercussioni più profonde resta concreto.