Bucchi avverte l'Arezzo: "Se mancano ritmo e intensità, la B non perdona"
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Daniel Uccellieri
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Oggi alle 12:48Serie B
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16.10.2026 12:48Serie B
Bucchi presenta la trasferta con la Sampdoria: "Serviranno intensità e coraggio". Il tecnico fa il punto su infortuni e formazione.
Cristian Bucchi ha presentato in conferenza stampa la trasferta dell'Arezzo contro la Sampdoria, soffermandosi sulle difficoltà della gara, sulle qualità dell'avversario e sulle condizioni della squadra amaranto.
Che tipo di partita si aspetta contro la Sampdoria?
"Mi aspetto una partita complicata dal punto di vista ambientale. Troveremo uno stadio pieno e un avversario reduce da una partita negativa, all'interno di un periodo difficile, ma con grandi valori tecnici. Dovremo essere bravi a fare bene le nostre cose, perché è questo che fa la differenza. Servono piglio e coraggio: se vengono meno ritmo e intensità, la Serie B non perdona. In questo campionato i valori individuali possono fare la differenza. Alcuni giocatori della Samp, come Ravanelli e Delli Carri, hanno giocato in Serie A e vinto campionati. Non dobbiamo preoccuparci del contesto, ma sfruttarlo".
Il Ferraris può rappresentare un ostacolo per i giocatori che non hanno mai giocato in uno stadio così?
"Non so se esista un antidoto: alla fine è sempre il campo a spostare gli equilibri. Da giocatore sono passato dall'Eccellenza alla Serie A e, al mio esordio, ero in trance, ma ho segnato dopo tre minuti. Per la mia esperienza, non esiste un prima: c'è un durante. Il palcoscenico deve essere uno stimolo per i nostri ragazzi che non hanno mai giocato a Marassi. Quest'anno la Serie B è un esperimento continuo per noi. Dobbiamo giocarcela e basta".
Che cosa manca a Chierico per compiere il salto di qualità definitivo?
"Ogni tanto con lui sono duro, ma lo sono con i giocatori che hanno potenzialità e non le sfruttano appieno. È forte e, secondo me, può arrivare in Serie A. Deve compiere un ultimo passo e dipende soltanto da lui. A volte lo pungolo per farlo reagire. Gli piace giocare da centromediano, ma tende a interpretare il ruolo a modo suo. Deve invece fare ciò che serve alla squadra. In alcune occasioni potrà tornare a giocare anche da mezzala: è un elemento duttile che ci offre tante alternative".
Come stanno i giocatori e come gestirà il calendario fitto delle prossime settimane?
"In Serie D le squadre più piccole venivano ad Arezzo per fare la partita della vita. Domenica, in qualche modo, toccherà a noi affrontare la sfida con questo spirito, anche se in Serie B bisogna giocare ogni partita come fosse quella decisiva. Ci serve entusiasmo, senza farci condizionare dal risultato. Dobbiamo andare tutti alla stessa velocità.
Olivieri è ancora fuori, Iaccarino è tornato ieri ad allenarsi con la squadra, mentre Cagnano e Mancuso sono a posto. Ionita ha un piccolo problema alla schiena e lo valuteremo tra oggi e domani. I singoli non mi preoccupano. Adesso ci aspettano cinque partite in venti giorni: serviranno energie e ricambi, perché giocheranno tutti. Preferisco questo tour de force a una sosta di venti giorni".
Che idea si è fatto della Sampdoria e quanto sarà importante limitare Insigne?
"Corradi è bravo, ma non so se sia sulla graticola e, sinceramente, non credo. Quanto a Insigne, non posso preparare la partita concentrandomi su un solo avversario. Magari fermiamo lui, ma poi ci sono altri giocatori forti. È chiaro che Insigne può spostare gli equilibri: gli basta una giocata per cambiare la partita. Noi, però, prepariamo la gara per limitare tutta la Sampdoria".
Che cosa l'ha soddisfatta maggiormente della squadra e che cosa è mancato contro la Cremonese?
"A Ferrari mancava il campo e aveva bisogno di continuità. Adesso è pronto per giocare. Per fare punti servirà un Arezzo intenso, fastidioso e coraggioso, sulla linea di quello visto contro la Cremonese. Sabato scorso è mancato quel pizzico di cinismo e precisione, ma sono contento. La strada verso la salvezza passa da come interpretiamo le partite. Dobbiamo crescere con questo gruppo, perché qui ci sono i valori: serve soltanto il tempo necessario per farli emergere. E servono anche le sconfitte".
Mancuso può partire titolare? E come stanno crescendo Gilli e gli altri giovani?
"Mancuso è pronto per giocare dall'inizio. In vista delle prossime gare ravvicinate servirà il turnover: è impossibile pensare che tutti possano essere sempre titolari. Mancuso è un giocatore che svaria, dà riferimenti e lega il gioco, mentre Cianci e Cerri sono più strutturati. Valuterò nelle prossime 48 ore.
Per quanto riguarda Pattarello e Arena, guardo a come lavorano durante la settimana. Non preparo la partita soltanto in funzione degli avversari: gioca chi sta meglio, l'altro entrerà a gara in corso.
Gilli finora è sempre stato titolare. Non lo conoscevo e ho avuto il piacere di scoprirlo ad Arezzo: arriva sempre un'ora prima al campo, si allena al massimo ed è ricettivo. Si è conquistato il posto, non gli ho regalato nulla. Sono contento anche di Renzi, Righetti e di tutti quelli che si stanno affacciando adesso alla Serie B". Le sue parole riportate da amarantomagazine.it
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