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Bologna, Fenucci: "Stiamo crescendo a livello tecnico e societario. Stadio? Il temporaneo in città"TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Antonello Sammarco/Image Sport
lunedì 23 novembre 2020 21:08Serie A
di Micol Malaguti

Bologna, Fenucci: "Stiamo crescendo a livello tecnico e societario. Stadio? Il temporaneo in città"

L'amministratore delegato del Bologna, Claudio Fenucci, è stato ospite questa sera ai microfoni di Radio Nettuno Bologna Uno per una lunga intervista. Di seguito le dichiarazioni dell'AD del Club rossoblù.

Com’è andato l’incontro con il covid?
“E’ stato un momento non facile non tanto per la sintomatologia quanto per tutte le preoccupazioni che questa brutta malattia crea nella testa delle persone, soprattutto per i non più giovanissimi come me. Fortunatamente la mia sintomatologia è stata leggera come quella delle mie ragazze, ne siamo usciti in fretta ma rimane la preoccupazione per la situazione generale. Non ho apparentemente grandi strascichi, per cui è finita bene”.

Se il Bologna si trova fra un mese o due ad avere tre o quattro punti dalla zona Europa, la società va sul mercato per fare lo sforzo che non è stato fatto in estate sul centravanti o la linea di quest’anno rimane quella di non aggravare il bilancio?
“Bisogna partire da lontano, dalla situazione economica del calcio e del club causa pandemia. Adeguare le strategie alla causa economica significa che non è sempre possibile affiancare le esigenze economiche a quelle della parte sportiva. Oggi mancano sia i ricavi diretti, quelli provenienti da biglietti e hospitality per le aziende ma anche quelli relativi al numero delle transazioni dei calciatori che è calato notevolmente rispetto all’anno precedente. Per darvi una risposta, se ci saranno opportunità relative a profili giusti, quindi ragazzi che possano crescere insieme a noi ed arricchire la qualità tecnica della squadra, proveremo a sfruttarle, altrimenti si rimarrà così”.

Saputo come sta? Quando torna a Bologna?
“Lui è molto dispiaciuto di non poter venire a Bologna ma le regole sulla quarantena imposte dal governo canadese non glielo permettono. Il presidente soffre con noi, gli manchiamo, è sempre legatissimo al Bologna e spera di tornare appena le condizioni sanitarie lo permetteranno”.

Ieri la squadra si è riallineata alla posizione che merita grazie anche ad un po’ di fortuna che è tornata indietro… Ora si può andare avanti con più serenità?
“La squadra fino a ieri aveva fatto prestazioni positive non accompagnate dai risultati. Un’analisi dice che i risultati dipendono dalla qualità tecnica e dagli episodi.. Bisogna aver la capacità, in una squadra che svolge un gran volume di gioco come il Bologna, di avere gli episodi a favore, evitando qualche gol e facendone di più”.

Come festeggiare le 43 partite consecutive a porta violata?
“Se si vince va tutto bene… In generale, in questi ultimi due campionati si segna molto di più, quindi si prende anche più gol. Ci son state squadre come noi che hanno fatto bene nonostante i gol subiti. Io sono partito dalla Lega Pro con il Lecce e nelle mie squadre ho sempre desiderato allenatori che proponessero gioco, anche se non sempre li ho avuti. La nostra visione è quella 'sacchiana'. Cerchiamo di fare un gol in più degli altri e Mihajlovic lo sta dimostrando: trasferisce ai giocatori questa voglia di aggredire e creare gioco...il Bologna, in fondo, è una squadra bella da vedere”.

Ranieri ieri ha detto all'arbitro 'il Bologna sta prendendo in giro il gioco del calcio'...
“Apprezzo tanto Ranieri sia come tecnico che come persona. Una squadra giovane come la nostra, però, non ha le caratteristiche per fare questi sotterfugi. Proponiamo gioco e a volte ingenuamente subiamo anche gli episodi degli altri tant'è che anche a Genova abbiamo rischiato nel finale”.

La Lega ha pensato di creare una società e vendere una parte dei fondi a società che dovrebbero acquistarne una percentuale... questi fondi tornerebbero utili al mondo del calcio italiano, viste le difficoltà che stanno venendo fuori. A che punto è questa cosa?
“L’operazione è dettata da un fatto strategico. Sintetizzando, anche se ne dovrebbe parlare la Lega visto che lo stanno facendo loro, la creazione di una media company che gestirà i diritti televisivi e gli altri diritti collettivi è necessaria nel momento in cui ci sono cambi evidenti nel mondo dei media, per cui avremo un mercato che sta cambiando e cambierà radicalmente a cui anche lo sport si dovrà adattare. Per farlo potrebbe essere necessario investire in una piattaforma per cui si è pensato di fare una transizione di quello che è il contenuto dei media nel calcio che potrebbe semplificare il tutto. C’è ancora tanto da fare, partendo dalla scrittura del contratto. La distribuzione delle risorse alle società avverrà su un periodo pluriennale. Avendo poi scelto il partner per questa transizione la Lega si dovrà occupare di una nuova costruzione del prodotto calcio, non trascurando gli stadi che al momento sono uno dei fattori di ritardo del calcio italiano rispetto agli altri campionati".

Si tratterà quindi di denaro fresco per le società?
“Vanno rispettati alcuni profili giuridici, visto che la serie a non è formata da società definite. Le risorse saranno distribuite nel tempo e potranno aiutare le società, se verranno spese bene, per migliorare gli impianti, i centri sportivi e il contesto nel cui il calcio viene sviluppato. Le risorse saranno sempre distribuite secondo la Legge Melandri, con una parte mutualistica (50%) e una parte legata all' audience tv e alle presenze allo stadio. Per quanto riguarda le differenze di fatturazione tra società si parla di un grande tema visto che ci sono società che nel tempo sono arrivate a fatturare così tanto da essere irraggiungibili, non solo in Italia”.

Visto che la Lega potrebbe rinfrescare il format, un’ascoltatrice propone i playoff per assegnare il titolo…che idea ha lei?
“Io sono molto legato alle tradizioni del calcio, però credo che nel futuro visto lo squilibrio competitivo, il calcio dovrà necessariamente rivedere il format. Nell’ipotesi di riduzione delle squadre con format diverso da quello attuale, penso che i playoff siano una variabile da valutare, dato che il giocarsi il titolo in più partite credo che farebbe bene all’appeal del calcio italiano, ma ora con i calendari che ci sono sarebbe impossibile. Andrebbe tutto rivisto, il calcio italiano in generale. Penso che possa comunque essere un’idea da valutare”.

Le società di calcio spendono metà delle loro uscite negli stipendi dei giocatori così il presidente della Federcalcio Gravina ha portato avanti un’istanza insieme alle altre leghe europee chiedendo di imporre un tetto ai salari e che si risparmi sugli ingaggi. Come la pensa? Secondo lei è un'ipotesi che si concretizzerà?
“Il campionato italiano è quello che ha il rapporto più elevato tra stipendi dei calciatori e fatturato . Il contesto è complicato, il nostro calcio ha delle dinamiche competitive difficili comprese quelle che vi ruotano attorno. Credo che vadano ripensati alcuni sistemi di controllo soft dei rapporti tra salari e fatturati. Non si possono proporre salari tipo Nba perché la legislazione non lo consentirebbe ma le società dovrebbero mettersi a studiare come proteggersi da loro stesse, si mettono in uno stress competitivo che diventa davvero dannoso".

Cosa ne pensa del percorso del Sassuolo?
“Sono contento per quello che stanno facendo. Hanno iniziato un percorso fatto di grandi competenze e investimenti importanti. Hanno le risorse che possono venire fuori dalla sinergia con la Mapei, hanno fatto sotto il profilo strategico tante mosse giuste. Inoltre, hanno creato anche la giusta alchimia con gli allenatori e la squadra per sviluppare talenti, venderli o crescerli così da migliorare anche nel risultato sportivo. Poi anche loro hanno avuto annate difficili, alternate ad altre come questa in cui stanno facendo un campionato spettacolare. Noi siamo su quella strada. Il nostro obiettivo è quello di migliorare la qualità della rosa e cercare di essere competitivi. Se oggi guardiamo la qualità della nostra rosa attuale possiamo concordare che le prospettive di crescita sono sotto gli occhi di tutti”.

Considerando la crescita e il valore dei giovani rossoblù, si può dire che si stanno vedendo i frutti del lavoro di questi anni...
“Credo che come società abbiamo fatto tutto il possibile per dotarci di professionisti qualificati. Bigon e Sabattini hanno grandi curriculum e sono grandi professionisti. Abbiamo formato un team che lavora coordinandosi con la parte sportiva, i processi di selezione sono molto strutturati e si basano su uno scouting ramificato, inoltre stiamo cercando nei limiti economici dell’ultimo anno di migliorare sempre. Se poi guardiamo l’età media della squadra penso che ad oggi siamo su un buon percorso di crescita. Non so dove potremo arrivare, ma abbiamo una proprietà forte che continuerà ad investire, abbiamo un’ottimo staff e una buona rosa, con un grande allenatore che incarna la voglia di lottare e far bene".

Qual è stata la gestione dei biglietti durante il periodo dei 1000 tifosi allo stadio?
“Abbiamo gestito i posti per favorire i contratti di sponsorizzazione con i partner e ci sembrava giusto dare un riconoscimento agli operatori che hanno lottato in questi mesi difficili".

Un commento sulla cessione di Bani?
“Avendo la possibilità di usare anche Medel in quel ruolo abbiamo dato l’opportunità a Bani di andare a giocare a Genova e migliorare il suo contratto, mentre noi avremo la possibilità nel prossimo anno di andare sul mercato. Nel calcio italiano i giocatori si comprano e si vendono anche per necessità di natura economica”.

Prevedete qualche uscita a gennaio?
“Non ci sono previsioni per gennaio, ma tendenzialmente la squadra è questa e cercheremo magari se sarà possibile migliorarla anche se in questo contesto sarà complicato viste le difficoltà economiche".

Novità sullo stadio?
“Lavoriamo tutti i giorni intorno al progetto. Dopo la dichiarazione di pubblica utilità da parte della Giunta è partito già il lavoro di progettazione che sta finendo e tra poco arriverà il progetto definitivo. Intanto iniziamo a ragionare su dove giocherà il Bologna durante i lavori e anche qui il dialogo con il Comune è aperto. Il desiderio mio, del presidente e di tutti è quello di mantenere la squadra in città. E' necessario uno sforzo con anche il coinvolgimento delle istituzioni. Vogliamo che il Bologna continui a giocare nella città in cui ha fatto la storia. Se poi non si dovessero trovare le condizioni saremo costretti ad andare fuori, ma prima cerchiamo tutte le opzioni qui”.

In vista di mercoledì, quanto ci tenete alla Coppa Italia?
“La Coppa Italia rappresenta il sogno di vincere qualcosa, è una competizione a cui teniamo ed è l’unica che oggi puoi sperare di vincere. Ci tengo tantissimo io, l’allenatore e la squadra, perciò proveremo ad andare avanti e vincere anche mercoledì, ma sappiamo che non sarà facile visto l’avversario”.
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