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Vincono Milan e Sassuolo. Insigne torna al gol a Pescara dopo 5041 giorni: le top news delle 18TUTTO mercato WEB
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Oggi alle 18:00Serie A
di Niccolò Righi

Vincono Milan e Sassuolo. Insigne torna al gol a Pescara dopo 5041 giorni: le top news delle 18

Sembrava l'ennesima occasione persa dal Milan contro una piccola e invece, nel finale, i rossoneri rispolverano il cortomuso. Battuta 0-2 in trasferta una Cremonese ordinata e gagliarda, che prosegue nel suo momento critico. Allegri dopo il match ha detto: "La Cremonese è una squadra complicata da giocarci contro, nel primo tempo hanno tenuto ritmi molto alti e abbiamo avuto difficoltà nella gestione della palla. Estupinan è entrato molto bene, è la dimostrazione che ho un gruppo straordinario. Vincere oggi era importante soprattutto per cancellare la sconfitta col Parma, avvicinarci al nostro obiettivo e prepararci al derby". A destare un po' di preoccupazione in casa Milan sono le condizioni di Davide Bartesaghi. L'esterno rossonero, che in questa sua prima stagione veramente tra i 'grandi' dei rossoneri ha giocato anche da braccetto mancino della difesa a tre, ha dovuto infatti lasciare il campo poco prima della rete del vantaggio rossonero, con il suo allenatore Allegri che adesso attendere di conoscere le sue condizioni. Le primissime sensazioni raccolte sull'infortunio di Bartesaghi fanno pensare a un risentimento muscolare al flessore della coscia destra, per il classe 2005 dei rossoneri. Un aggiornamento più preciso potrà emergere dopo gli esami specialistici ai quali si sottoporrà Bartesaghi. Impresa del Sassuolo, che batte 2-1 l'Atalanta nella partita della 27^ giornata di Serie A, pur avendo dovuto giocare 75 minuti più recupero in dieci uomini. Queste le parole di Grosso: "Oggi è stata una gara pazzesca, hanno scritto il loro nome negli annali di questo club. Fare la partita che abbiamo fatto oggi è qualcosa di grande, è la ciliegina che cercavamo da un po' anzi è una ciliegiona. Fare quello che hanno fatto oggi i ragazzi è un qualcosa di molto molto grande". Queste invece le parole di Palladino: "La partita è stata approcciata benissimo, la Champions è solo un alibi. Nei primi dieci minuti eravamo in pieno comando della partita, era un avversario forte ma paradossalmente in superiorità numerica abbiamo preso gol ed è cambiato tutto. E' stato complicato, entravamo in zone di campo dove non si poteva entrare e provavamo sempre per vie centrali. Nel secondo tempo la palla viaggiava più veloce, il rammarico è aver preso il secondo gol ed ero sicuro di segnare con il passare del tempo. Abbiamo avuto delle occasioni, l'abbiamo riaperta troppo tardi e poi dopo è stato tutto difficile. Abbiamo preso palo e traversa, peccato. Non è il risultato che volevamo, ci dispiace ma non ci sposta niente. E' un incidente di percorso". L’ultima volta che aveva segnato con la maglia del Pescara era maggio 2012 nella gara interna contro il Torino. Sono passati 5041 giorni. Un’eternità. In Italia, l’ultima rete risaliva al maggio 2022, l’addio al Maradona davanti a 54mila persone, con le lacrime agli occhi e un popolo ad applaudirlo. Oggi, invece, il gol è arrivato all’Adriatico, davanti a poco più di 6000 tifosi. Scenario diverso, stesso protagonista. E soprattutto, stessa firma: Lorenzo Insigne. Non sappiamo se questa rete basterà al Pescara per conquistare la salvezza. Ma una cosa è certa: è il segnale di un ritorno. Prima gara da titolare, fascia al braccio, leadership sulle spalle. Tornato in Abruzzo, dove tutto era cominciato, nel mercato invernale. E gli è bastato poco più di un mese per lasciare un segno pesantissimo. Contro il Palermo, sotto di un gol dopo la rete di Pohjanpalo, è stato lui a riaccendere la scintilla con il pareggio. Poi Meazzi ha completato la rimonta. Ma l’urlo, quello che sa di liberazione e di destino che si chiude in cerchio, porta un nome solo. È tornato Lorenzo Insigne. E Pescara se n’è accorta.