Toni: "Mio figlio gioca al Sassuolo, con le regole di ora potrei portarlo via senza lasciare nulla"
Luca Toni, ex attaccante oggi commentatore del calcio in tv, ha parlato ai taccuini dell'edizione odierna di Repubblica e, tra i vari temi che ha toccato, si è soffermato anche sulla questione del calcio giovanile e di cosa non funzioni nel nostro paese.
Per dare forza al proprio ragionamento, e spiegare quali siano a suo giudizio le principali storture del sistema calcio in Italia, Toni fa riferimento a un aspetto che di fatto lo vede toccato in prima persona. O quasi: "Bisognerebbe curare di più i settori giovanili: ci sono poche strutture e anche regole sbagliate. Non ci sono più vincoli, per esempio, per i ragazzi dai 12 ai 18 anni. Mio figlio Leonardo ha 12 anni, gioca nel Sassuolo e tra un po' potrei portarlo da un'altra parte, lasciando senza nulla in mano una società che ci ha investito. Il rischio è che si apra il mercato delle famiglie. E poi molti allenatori non sono abbastanza preparati: li pagano poco, sono costretti a fare altri lavori".
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