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Esposito: "Sassuolo la piazza ideale per crescere e consacrarmi in Serie A, ma anche in azzurro"

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Simone Lorini
ieri alle 18:52Serie A
autore Simone Lorini
29.10.2026 18:52Serie A
Sebastiano Esposito parla della scelta di vestire il neroverde in una lunga intervista concessa ai canali ufficiali del club
www.imagephotoagency.it
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Sebastiano Esposito, attaccante del Sassuolo, parla ai canali ufficiale del club presentandosi ai tifosi neroverdi: "Sassuolo mi è sempre piaciuto, tra le diverse possibilità proposte dal mio procuratore non ho avuto duibbi. Dopo un'estate definita "turbolenta" e anni non sempre lineari, volevo un ambiente nel quale potermi stabilizzare, per consacrarmi in Serie A, per cercare di conquistare anche la Nazionale e ce l'ho fatta molto rapidamente. E' stata una scelta facile per me". Il progetto illustrato dalla società e da Alberto Aquilani lo ha convinto: "È una persona vera, schietta, molto simpatica. Mi piace tantissimo il suo modo di approcciarsi al lavoro e la sua serenità, ma anche la sua idea di gioco, si sposa perfettamente con le mie caratteristiche. Siamo stati un po' altalenanti, un po' discontinui. Abbiamo delle potenzialità enormi e il campionato è ancora iniziato. Dobbiamo amalgamare la squadra e fare quello che ci chiede il mister". Sulla chiamata dell'Inter: "È stata un'emozione unica, arrivare ad Interello per me era come andare ad un parco giochi. Un salto grande, anche se eravamo tutti e tre piccoli, bello ma difficile. Dal Brescia all'Inter non è un passaggio facile, a quel punto devi provare sempre a vincere le partite. E' stato uno step importante per noi, ci ha fatto capire cos'è il calcio e i sacrifici che erano necessari fare. L'esordio in Champions? Sono un incosciente e questo è un pregio, forse non ho neanche ancora realizzato". La scelta di andare in Svizzera. "In Italia avevo l'etichetta del bad boy, del cattivo ragazzo che non sapeva comportarsi e su alcune cose avevano anche ragione: sono dovuto e voluto andare all'estero: ho imparato una lingua nuova e vissute nuove esperienze che mi hanno aperto nuovi orizzonti. Lì il calcio non è vissuto in modo pesante come da noi. La Sampdoria? Rappresenta tanto per me, quell'anno mi ha dato una grande visibilità e mi ha permesso di tornare in Serie A. Mi sono innamorato della città, dei tifosi, della piazza, dello stadio, di tutto. Poi mi ha fatto anche trovare la ragazza..."

Il numero 94 dedicato al rione di Castellammare dove è cresciuto

E proprio alle origini è legato il numero 94, scelto da Sebastiano anche al Sassuolo. Richiama il rione di Castellammare nel quale gli Esposito sono cresciuti, Cicerone 94. I tre fratelli si erano promessi che, una volta arrivati tutti ad alto livello, avrebbero indossato quel numero per rendere omaggio alle proprie radici.

La Nazionale con il fratello: "Farò di tutto per non togliere mai quella maglia"

Il primo ricordo azzurro di Sebastiano è il Mondiale del 2006. Aveva appena quattro anni, ma nella memoria sono rimasti Buffon, Totti, Pirlo e quella Nazionale diventata campione del mondo: "È un onore per me aver indossato la maglia della Nazionale, averlo fatto con mio fratello è incredibile, specie contro dei campionissimi allo Stade de France. E poi mancavo solo io ad esordire in Nazionale tra noi fratelli...".

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