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Sassuolo, Aquilani: "A Esposito ho messo subito in testa l'Italia. Milan? Sarà difficile"

autore
Dimitri Conti
Oggi alle 17:11Serie A
autore Dimitri Conti
05.10.2026 17:11Serie A
www.imagephotoagency.it
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Alberto Aquilani, allenatore del Sassuolo, è stato intervistato da Sky Sport: "Avevo detto che in Nazionale sta iniziando qualcosa di nuovo e bisogna avere pazienza. Si sono fatti risultati importanti e forse anche insperati, per fare le cose comunque ci vuole il tempo. Siamo partiti col piede giusto, i risultati danno fiducia ed entusiasmo e mi auguro si prosegua su questa scia. A Sebastiano Esposito l'ho messo in testa sin da quando è arrivato, dell'obiettivo azzurro: non ce lo aspettavamo subito, dobbiamo mettergli in testa che può rimanerci per diversi anni, perché è nell'età giusta per fare certe cose. I miei ragazzi sono giovani e molto bravi, dimostrano anche in Nazionale quanto stanno facendo qui. E mi auguro ci arrivino anche altri, che per me possono farlo". Oggi ha conosciuto davvero Ismael Kone da vicino. Impressioni? "Perderlo è stato un duro colpo, ha dimostrato un livello top. Ora lo aspettiamo, è un infortunio che ha bisogno di tempo ma sarà importante per noi". Domenica c'è Sassuolo-Milan, con Cisse. Che effetto fa vedere lui e altri ragazzi che ha sviluppato a Catanzaro, come Favasuli o Liberali? "Spero di vederlo poco. Ma mi fa piacere, sono ragazzi che ho vissuto in un momento particolare della loro carriera, in un campionato difficile come la B e in una piazza quale Catanzaro. Ne ho visto la crescita e sono felice, so quanto abbiamo lavorato e sofferto e sono tre storie (Cisse, Favasuli e Liberali, ndr) ognuna diversa dall'altra". Allo Sporting l'ha allenata Jorge Jesus. "A me questo allenatore ha influenzato molto, è particolare ma con idee chiare sul campo e molto riconoscibile. Mi ha dato qualcosa per apprendere cose in più, è stata un'esperienza molto positiva: la scuola portoghese fa le cose per bene". Ritrova il Milan. "La Serie A è sempre difficile e competitivo, quest'anno credo si sia visto il miglioramento con le regole, gli arbitri che ti lasciano giocare e un ritmo più alto. Sarà una partita difficile, affrontiamo una grande squadra, ma abbiamo le nostre armi e dobbiamo continuare a crederci". Ha ricevuto tanti elogi per il suo lavoro. "Sono stato fortunato, ho trovato un gruppo di ragazzi che hanno subito accettato e accolto con curiosità ciò che venivo a proporre. Così è tutto più facile, merito a loro. Sicuramente abbiamo alzato il baricentro e vogliamo tenere di più il controllo del gioco, più tanti dettagli diversi. Ma ripeto, c'è stata la fortuna di aver avuto giocatori bravi a inserirsi nel contesto". Lei conosce bene anche Kayode: sente un po' di merito nell'averlo plasmato? "Mi lego a quanto dicevo prima: quando vedo i ragazzi raggiungere certi livelli è felicità. A me non torna niente, se non l'orgoglio di aver aiutato. Anche con lui è stato un percorso lungo, veniva dai Dilettanti con umiltà di voler imparare e crescere. Mi auguro che sappia che qualcosina gli abbiamo dato. E ci sentiamo spesso, sono ragazzi che rimangono nel cuore. Sono contento, aveva già questa forza fisica da ragazzo, oltre a un'umiltà incredibile. Poi ha iniziato a capire il gioco e diventare più ordinato ma è anche merito suo".

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