A Friburgo Vlahovic torna a respirare. Tanto sacrificio e finalmente anche il gol che sa di liberazione
La Juventus conquista il pass per i quarti di finale di Europa League e si aggiudica un posto fra le prime otto della competizione in attesa che il sorteggio in programma nel primo pomeriggio di oggi delinei le prossime tappe di Madama. Davanti ai 33.420 spettatori dell’Europa Park Stadion alla Juventus basta una rete di Dusan Vlahovic per bissare la vittoria dell’andata e uscire vittoriosa dalla trasferta tedesca. Un gol liberatorio che sa di ossigeno puro per il classe 2000.
Dal Nantes a Friburgo: un mese dopo Vlahovic torna a respirare.
Esattamente ciò che più serviva a Dusan Vlahovic: trovare in qualche modo la maniera di infilare il pallone alle spalle del portiere avversario. C’è riuscito nella serata dell’Europa Park Stadion sotto la gremitissima, e calorosissima, curva del Friburgo. Un rigore, conquistato da un'ottima progressione offensiva di Gatti, calciato centrale toccato dall’estremo difensore di casa ma non sufficientemente da ribattere la sfera in modo da tale da non farle oltrepassare la linea bianca. Ancora una volta dagli undici metri dopo il legno colpito domenica scorsa contro la Sampdoria, questa volta però il duello, più con se stesso che con l'avversario fra i pali, è riuscito a vincerlo. Anche dopo la rete annullata qualche minuto prima per fuorigioco che era sfociata in un’esultanza liberatoria. Dal 16 febbraio al 16 marzo, da una sfida di Europa League a un’altra: Dusan Vlahovic torna a respirare.
Di lotta, di voglia e di sostanza: DV9 si sacrifica e poi segna.
Ma che partita è stata quella di Dusan Vlahovic? Settanta minuti all’insegna perlopiù del sacrificio e del corpo a corpo con gli arcigni difensori casalinghi che, indubbiamente, dal punto di vista fisico gli han dato gran filo da torcere. Sono solamente 25 i palloni toccati alla fine della gara dal numero 9 con un solo tiro in porta a referto e 9 passaggio riusciti sugli 11 tentati. Ma anche un gol annullato per fuorigioco e la liberazione del calcio di rigore, che con enorme brivido, ha fatto vibrare la rete alle spalle di Flekken e portato la Juventus ai quarti di finale di Europa League. Che era quello che serviva sia a Vlahovic per ritrovare confidenza e fiducia, sia alla Vecchia Signora per entrare fra le prime otto di quella che un tempo si chiamava coppa Uefa.






