James Rodriguez finalmente in Italia, ma non all'Inter. Una stella cadente ad Avellino, ma in Colombia...
Un nome che non ha bisogno di presentazioni. James Rodriguez è, clamorosamente, un obiettivo anche parecchio concreto dell’Avellino, che potrebbe portare il fantasista - titolare e capitano della Colombia agli ultimi Mondiali - in Serie B. Diventerebbe così realtà quell’approdo in Italia a cui James è stato vicino, almeno secondo indiscrezioni, diversi anni fa: era nel mirino dell’Inter, che però non chiuse mai il celebre presunto colpo di mercato con l’altro madridista Pepe.
El Bandido, un predestinato
Classe 1991, James Rodriguez nasce e cresce come uno destinato a giocare a calcio ad altissimi livelli: a 19 anni approda in Europa, al Porto, dopo aver incantato da teenager con l’Envigado in Colombia e il Banfield in Argentina. In Portogallo resta tre stagioni e vince tre volte il titolo nazionale - 32 gol in 108 partite -, prima di trasferirsi al Monaco, che paga lui e Joao Moutinho 70 milioni di euro in due. La Ligue 1 è una passeggiata di salute: nel Principato segna 10 gol, così arriva la chiamata del Real Madrid. Il costo è da craque, 80 milioni di euro. La maglietta è quella che merita il suo sinistro raffinato, la numero 10. Il suo rendimento è altalenante, ma vince comunque due volte la Champions League. Nel 2017 Carlo Ancelotti, che lo aveva allenato nella prima stagione a Madrid - poi arrivò Zidane -, lo chiama al Bayern Monaco, e lì inizia la fase calante.
Dalla Baviera in giù
In Germania arrivano altri due titoli nazionali - con 24 trofei complessivi, parliamo di uno dei giocatori più vincenti nella storia recente del calcio -, ma la scintilla scatta fino a un certo punto: nel 2019, due anni dopo, torna al Real Madrid, dove però Zidane non lo vede come un pilastro. Inizia il girovagare: Everton in Premier League, Al-Rayyan in Qatar, Olympiacos in Grecia, San Paolo in Brasile, Rayo Vallecano in Spagna, Leon in Messico e Minnesota United negli Stati Uniti. Qualche trofeo in bacheca in più, tanti soldi in tasca, ma il suo mancino fatato piano piano inizia a incantare sempre meno: dal 2021 in poi James ha cambiato sette club in cinque anni, senza mai trovare casa.
Idolo nazionale
Ben altro discorso per quanto riguarda la Colombia, il grande amore calcistico di James Rodriguez. Corrisposto: anche nei momenti di difficoltà, la nazionale sudamericana non ha mai messo in discussione il ruolo di leader tecnico di quello che ne è oggi anche il capitano. Con 131 presenze - molte delle quali insieme al cognato David Ospina -, James Rodriguez è il primatista nella storia della sua nazionale, mentre con 31 gol lo batte solo un certo Radamel Falcao. Nel 2024, inoltre, è stato eletto miglior calciatore della Copa América, chiusa dai colombiani al secondo posto. Il mancino, insomma, incanta ancora.






