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Adriano confessa: "Depressione terribile all'Inter, temevo la camicia di forza"

Adriano confessa: "Depressione terribile all'Inter, temevo la camicia di forza" TUTTOmercatoWEB
© foto di www.imagephotoagency.it
Yvonne Alessandro
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Yvonne Alessandro
giovedì 12 dicembre 2024, 22:15Serie A

Scoperchiano il vaso di Pandora grazie all'autobiografia ‘Adriano, Meu Mado Maior’, l'ex attaccante brasiliano dal Parma all'Inter ne ha vissuti di periodi difficili, tra retroscena da giocatore nerazzurro, misteri svelati e fragilità di un momento che lo ha segnato nel profondo, ossia la scomparsa del padre. Con i relativi comportamenti e alcune conseguenze irreparabili: "Non avevo le energie per alzarmi dal letto e andare ad allenarmi - la prima confessione del 42enne -, tanto meno per le cose che devi fare al di fuori del club: mangiare e dormire bene, riposare. La mia unica preoccupazione era bere e andare in discoteca".

La dipendenza dall'alcol: "Vivevo una routine che non mi rendeva felice come molti immaginano, la gente pensava fossi un mascalzone, uno spudorato. E invece bere era il mio unico modo per non pensare a un ca**o. Sono sprofondato in una depressione terribile, è stato davvero brutto. Per fortuna se ne è accorta la mia famiglia che mi è rimasta vicina. Non mi piace nemmeno ricordarlo", ha ammesso l'Imperatore - come veniva soprannominato -.

Per cercare di tirare fuori Adriano dai guai personali e una vita sempre più avvolta nel buio, l'Inter preparò le pratiche per un ricovero in una clinica svizzera, cosicché il brasiliano potesse porre fine alla subordinazione dall'alcol: "Pensavo che da un momento all'altro sarebbero entrati degli infermieri per mettermi una camicia di forza, volevo andarmene subito. Continuavano a passarmi per la testa delle idee sbagliate e ho dovuto lasciare l'Italia: San Paolo è stata la mia fuga. E lì sono stato aiutato da uno psichiatra migliore rispetto a quello che mi aveva assegnato l'Inter. Poi sono arrivati risultati in fretta e dopo essermi preso una pausa dall'alcol mi è tornata la voglia di correre in campo, anche di fare le cose noiose".

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