Allegri punge, l'Inter sceglie di non rispondere: Inzaghi punta tutto sul campo
A domanda, risponde. Va dato atto a Massimiliano Allegri che l'ultima punzecchiatura sul paragone fra la sua Juventus/Sinner e l'Inter/Djokovic, a differenza per esempio del politicamente scorretto rimando a guardie e ladri, è arrivata su imbeccata. Il tecnico bianconero, però, non si è tirato indietro, chiudendo la battuta con riferimento alla presunta permalosità nerazzurra. Del resto, Max, oltre che fine intenditore di ippica, è campione di botta e risposta. Nelle ultime settimane, complice l'approssimarsi del derby d'Italia del 4 febbraio prossimo, ha alzato il livello, moltiplicando le frecciatine, più o meno simpatiche, verso i rivali per il prossimo scudetto.
L'Inter sceglie di non rispondere. Da Milano, per ora, la strategia è quella del muro di gomma, lasciandosi rimbalzare addosso le frecciate del livornese. Certo, l'ad Marotta non lesina dichiarazioni, ma finora al limite ha derubricato il tutto a normale dialettica, sostanzialmente sottraendovisi. Quanto a Simone Inzaghi, che sulla carta e non solo è il contraltare di Allegri, qualche sorriso - per esempio quando a Riyadh sono spuntati riferimenti ai cavalli - ma di certo nessuna replica vera e propria. Una scelta, per cronaca recente, confermata anche alla vigilia della delicata trasferta in casa della Fiorentina: il tecnico nerazzurro non parlerà in conferenza stampa e non lo farà neanche ai microfoni della tv ufficiale del club.
Inzaghi punta tutto sul campo. La scelta dell'Inter, in sostanza, è quella di non rispondere. Per certi versi, una soluzione comprensibile, magari dettata dalla consapevolezza che il botta e risposta è territorio di Allegri. Se sul campo i nerazzurri giocano meglio, davanti ai microfoni Max è quasi imbattibile e in Italia se la gioca(va) solo con Mourinho: meglio una ritirata in partenza, che una sconfitta annunciata. Inzaghi, il quale sul piano comunicativo ha fatto registrare netti passi in avanti nel tempo ma resta un tecnico che evita con accuratezza titoloni, ironie e pure potenziali polemiche, scommette sul campo da calcio. Quello in cui sente superiore. Poi, magari, verrà il tempo in cui dirà che pensava a giocare mentre c'era chi parlava e provocava. A patto, ça va sans dire, di essere riuscito nella propria missione. Una cosa è certa: Inter-Juventus è già iniziata. Il primo atto si gioca a Torino con l'Empoli (per la Juve) e a Firenze (per l'Inter): incroci toscani che, sulla carta, sorridono alla Vecchia Signora.






