Bergomi si espone: "Mancini scelta giusta, è un visionario. In giro c'è troppo catastrofismo"
Non Guardiola, nemmeno Andrea Pirlo. Alla fine sulla panchina della Nazionale italiana si è seduto Roberto Mancini, a distanza di tre anni dall'addio dato tramite pec alla FIGC. Decisione, quella del presidente Malagò, che ha aperto dibattiti accesi e infiammato negativamente i tifosi azzurri, mentre l'ex simbolo dell'Inter Giuseppe Bergomi ha voluto prendere le sue difese: "Alla fine è la scelta giusta", il primo pensiero.
"Il Mancio è un visionario e lo ha già dimostrato in carriera. Sarà in grado di rendere subito competitiva la Nazionale. Ranieri gli darà una mano perché condivide le stesse sensibilità", ha aggiunto nell'intervista concessa a Il Resto del Carlino. E sull'ipotesi che fosse meglio Antonio Conte, l'attuale opinionista tv ha risposto: "Anche Antonio era perfetto per il ruolo, senza dubbio. Ma alla fine diventa fondamentale la scelta del presidente federale, che è stato appena eletto. Mi ripeto. Ne risponderà Malagò e comunque io condivido la nomina del ct, sempre a prescindere da come ci si è arrivati".
C'è ansia e preoccupazione per le sorti della Nazionale, ma Bergomi invita alla calma: "Secondo me in giro c'è troppo catastrofismo. D'accordo, per tre volte di seguito non abbiamo disputato i Mondiali e questo è gravissimo. Ciò nonostante, non è vero che è tutto da buttare. A livello di Under siamo competitivi, la base è buona. Bisogna valorizzare quello che abbiamo, rimettere la Nazionale al centro dell'attenzione, farne il cuore del movimento. Non è impossibile e in fondo Mancini già lo ha fatto, ha vinto un Europeo nel 2021, mica nel 1951...".






