Bollito a chi? La rivincita di Mazzarri: ha rilanciato un Cagliari che sembrava spacciato
Se il campionato durasse due mesi, e fossero gli ultimi due, il Cagliari sarebbe da Champions League. Parlano i numeri: nelle ultime otto giornate, dall’inizio del 2022 a oggi, soltanto Napoli, Juventus e Verona hanno fatto meglio degli isolani. I venticinque punti in classifica, complici i recuperi ancora da programmarsi di alcune dirette concorrenti, non lasciano dormire sonni tranquilli. Lo stato di forma recente, viceversa, sì: nelle ultime otto gare i sardi, che nel resto del campionato hanno subito quaranta gol, ne hanno incassati appena otto, mettendone a segno undici. Un cambio di passo che ha un volto, un nome e un cognome.
Walter Mazzarri, bollito a chi? A un certo punto, il tecnico di San Vincenzo sembrava passato tremendamente di moda. Dopo la separazione di Torino, maturata appena prima del lockdown, per un anno e mezzo è rimasto a guardare gli altri. Ironia della sorte, in un momento storico nel quale il calcio ha iniziato ad adottare la difesa a tre come modulo base, lui che ci ha creduto prima degli altri, anche se con un’applicazione molto diversa da Conte e Gasperini che in sostanza l’hanno imposta al resto della banda. A settembre, ha accettato l’offerta dei rossoblù, che a Semplici hanno concesso appena tre giornate. E la mossa è sembrata a lungo decisamente poco azzeccata: nelle prime sedici partite di questo suo campionato, Mazzarri ha ottenuto appena una vittoria e sei pareggi. Un ruolino ai confini del disastroso: quasi a legittimare l’idea che, effettivamente, il meglio l’avesse dato. È bastato il capodanno, per cambiare tutto.
La svolta col mercato. Il 6 gennaio, l’epifania di Genova: il Cagliari batte 2-1 la Sampdoria. Allora c’è speranza. Il resto lo fa la dirigenza: se è vero che - per fare un esempio - uno come Godin non è stato silurato nel migliore dei modi, è altrettanto innegabile che nella sessione di riparazione i rossoblù hanno fatto pulizia di quel che non funzionava e dato al proprio allenatore materiale umano di diversa qualità. Non migliore, né peggiore: diversa. Di modo che Mazzarri - anziché adattare in maniera non molto felice se stesso alla squadra come fatto sin lì - potesse adattare la squadra al suo calcio. Che non è il più bello d’Italia, ma richiede tempo e soprattutto dà risultati: parla una carriera intera, nella quale alla fine il traguardo, quale che fosse, è stato sempre centrato. Così, sembra avviarsi a fare Mazzarri anche in Sardegna: sono rimaste le note di colore - per dire, lo scombussolamento della squadra seguito all’infortunio dell’arbitro - come marchio di fabbrica di cui francamente non siamo pronti a fare a meno. Ma è rimasto anche il pragmatismo; sono emersi protagonisti insospettati da Altare e Obert a Bellanova, Dalbert interno e Peirero per non dimenticare il recuperato Pavoletti. Si è ritrovato il Cagliari, si è ritrovato Mazzarri. Una piccola rivincita, ancora da portare a termine.






