Bologna, Ferguson: "Il mio cognome pesa, non è stato facile. Ma forse è stato un bene"
In una lunga intervista concessa a Repubblica, il centrocampista del Bologna Lewis Ferguson ha parlato delle sue origini, nobilissime in ambito calcistico, e di quanto hanno pesato all'inizio della sua carriera da professionista: "Mio padre Derek è stato centrocampista nei Rangers e negli Heart of Midlothian. E poi ovviamente mio zio, suo fratello minore Barry: lui è stato una vera bandiera dei Rangers per dieci anni. Con la Nazionale ha pure segnato un gol all’Italia", le parole dello scozzese nell'intervista pubblicata oggi dal quotidiano.
Pesa essere un Ferguson con due Ferguson alle spalle?
"Sì, soprattutto all’inizio è stata una bella responsabilità. Giocando nei loro stessi ruoli, poi, i paragoni si sprecavano. Ma è giusto così. Sono stato abituato ad avere gli occhi addosso fin da subito. Forse è stato un bene, perché da loro ho preso la mentalità, il saper stare in campo, ma non parlo solo di posizione tattica".
Anche perché lei sa fare un po’ di tutto, lì in mezzo.
"Se impari a sfruttare gli spazi puoi giocare ovunque, mezzala, trequarti, esterno. A me piace segnare, ma l’occasione giusta arriva ogni dieci palloni. E se non la sfrutti, come mi è capitato a Salerno, è un peccato".






