Bellinazzo: "Leao-Galatasaray conferma la disparità competitiva con le squadre turche"
Marco Bellinazzo, giornalista de Il Sole 24 Ore ed esperto di finanza applicata al mondo del calcio, ha analizzato ai microfoni di Radio Tutto Napoli analizza così alcuni dei temi del momento, a cominciare dal trasferimento di Rafa Leao al Galatasaray: "Era un'operazione attesa e dimostra ancora una volta la disparità competitiva che oggi esiste in Europa con le squadre turche. Possono permettersi di concedere ingaggi molto importanti per i giocatori grazie ai vantaggi fiscali e, in generale, a un'attenzione ai conti da parte della federazione turca relativamente inferiore. I nostri club, spesso anche il Napoli, trovano oggi in Turchia una sorta di mercato di riparazione per quei giocatori che non vengono più considerati di primissima fascia e magari non sono acquistati dai club di Premier League. Il Milan, considerando il rendimento di Leao nelle ultime stagioni, secondo me ha fatto un buon affare: è un calciatore che ha sempre promesso più di quanto abbia concretizzato. Credo sia un'operazione che faccia felici un po' tutti, tranne ovviamente il Napoli come dicevate per la questione Lang".
Napoli, andare avanti in Champions è un obbligo
Quanto sarà importante per il Napoli fare strada in Champions League, anche dal punto di vista economico?
"È fondamentale. Considerando uno scenario medio, senza pensare né a quello pessimistico della scorsa stagione né a quello più roseo di un'italiana capace di arrivare in finale, per i club italiani ci sono in ballo almeno 300 milioni complessivamente. Il percorso negativo del Napoli nell'ultima Champions lo ha dimostrato: fermarsi alla prima fase può significare incassare 40-50 milioni, che resta una cifra importante, ma oggi con il nuovo format una parte consistente dei ricavi è stata sposta alla fase ad eliminazione diretta. Anche superare un paio di turni può cambiare completamente lo scenario. Basta pensare all'Inter: quando è arrivata in finale, pur perdendola, ha incassato più di 115 milioni, ai quali bisogna aggiungere naturalmente gli introiti da botteghino. Andare avanti è fondamentale perché aiuta economicamente, ma anche perché migliora il ranking per la stagione successiva. Se poi ti qualifichi nuovamente alla Champions, avere un ranking migliore può rendere più favorevole il sorteggio. Arrivare alle partite a eliminazione diretta significa quindi ottenere prestigio sportivo, ma soprattutto importanti vantaggi economici".
Il tanto discusso costo allargato della rosa viene calcolato allo stesso modo in Italia e nelle competizioni UEFA?
"Ormai sì. E' l'insieme dei costi legati ad ingaggi, ammortamenti, cartellini quindi ed intermediari in rapporto ai ricavi complessivi e la media triennale delle plusvalenze. I due bacini si confrontano ed il rapporto deve essere entro il 70%. La differenza fondamentale è che la UEFA guarda all'anno solare, quindi dal 1° gennaio al 31 dicembre. Nella normativa italiana si considera sempre un periodo annuale, ma questo varia in funzione delle due finestre di mercato prese in considerazione. In Italia l'impatto di questo parametro riguarda soltanto alla possibilità di operare sul mercato, tenendo conto anche dei correttivi introdotti, come la possibilità di immettere capitale, utilizzare determinati crediti e considerare la liquidità disponibile In ambito UEFA il parametro viene utilizzato ai fini del fair play finanziario e quindi per eventuali sanzioni verso chi viola la regola dell'indice e del pareggio di bilancio e al deficit triennale: quando vengono superati determinati limiti possono scattare provvedimenti che vanno dalle limitazioni della rosa alle multe, fino, nei casi più gravi, all'esclusione dalle competizioni europee. Alcune squadre italiane potrebbero trovarsi in situazioni delicate già nella prossima primavera. Penso al Como e alla Juventus, situazioni di deficit prevedibili, con il Como che potrebbe essere chiamato a sottoscrivere un settlement agreement con la UEFA, limitando così la propria operatività sul mercato. Può essere anche una delle ragioni per cui vediamo alcune società particolarmente attive in questa finestra: non è detto che abbiano lo stesso margine nelle prossime sessioni".






