Bremer nel pallone, centrocampo disunito, Chiesa impalpabile. Ma i problemi della Juve sono altri
Il giorno dopo la sonora sconfitta di Napoli in casa Juventus è regnato il silenzio. La delusione è gigantesca perché, checché ne dicesse Allegri davanti ai microfoni, l’idea di rientrare con forza nella lotta scudetto era viva più che mai. È regnato il silenzio perché, appunto, era un’idea: la notte del Maradona ha messo a nudo le problematiche di Madama che le otto vittorie consecutive avevano messo sotto il tappeto. E no, non è la serata no di Bremer, non è un centrocampo apparso disunito, non è un Chiesa impalpabile: non sono le prestazioni dei singoli ma un concetto di squadra organizzata che ormai manca da troppo tempo.
Bremer in serata no, centrocampo assente, Chiesa disinnescato.
I novanta minuti di Bremer sono oggettivamente difficili da commentare. Sempre governato da Osimhen, spesso fuori tempo, tecnicamente impreciso: in una parola un disastro. Ovviamente però una sconfitta di questo tipo non si può imputare alla serata no di un singolo, perché poi il resto della squadra non è stata altrettanto all’altezza. Disunito il centrocampo dopo i perfetti aggiustamenti a gara in corso del Napoli, esterni nulli. E a proposito di esterni, l’Allegrata? L’Allegrata non ha decisamente funzionato, anzi ha sostanzialmente reso innocuo Chiesa (come accaduto nelle due precedenti uscite quando il numero 7 è stato relegato al ruolo di quinto a destra) di fronte alla capolista del campionato. I segnali erano stati particolarmente evidenti anche nelle prime uscite di questo 2023: Chiesa in quella porzione di campo fatica a essere incisivo. Perché riproporlo?
Le otto vittorie consecutive una maschera?
Così i dubbi non possono che alimentarsi su quanto costruito con le otto vittorie consecutive. Un cammino segnato da una crescita di squadra diretta verso un progetto tattico ben definito o un fuoco di paglia cavalcando l’entusiasmo dei talentuosi giovani (venerdì, col rientro dei big a pieno regime, accantonati) e la superiorità, anche con infortuni, di una rosa bianconera? Tutto, forse, ancora da scoprire. Le certezze sono i cinque schiaffi di Napoli, una distanza di dieci punti dopo diciotto giornate dalla vetta per una squadra costruita per vincere.






