Capello: "Allegri ha un pregio chiamato umiltà. E Inzaghi fa rendere al meglio i giocatori"
"La vittoria della Juventus contro la Roma è importante, accorcia la distanza in vetta, ma io rimango della mia idea: a prescindere dalla classifica, continuo a non vedere un vero testa a testa. Per me l’Inter fa ancora corsa solo su se stessa: se gioca come sa, e se non succedono eventi straordinari e non prevedibili, la squadra di Inzaghi è la favorita, semplicemente perché è più forte". Parole di Fabio Capello, che a La Gazzetta dello Sport analizza la corsa al titolo dopo la conclusione della diciottesima giornata: "Certo, Allegri parla ancora di obiettivo Champions, ma allo scudetto ci crede e fa bene a crederci: lo dice il Dna della Juve che conosco bene, la sua squadra lotterà fino alla fine. E può solo migliorare".
Dove sta il fattore Allegri nella corsa scudetto?
"Allegri ha un pregio chiamato umiltà. Il sapere di non avere la squadra più forte, ma lavora per crescere partita dopo partita a partire da questa consapevolezza. E lo fa inserendo sempre più giovani, l’ultimo Yildiz: in questa maniera tutta la squadra può migliorare con meno pressione addosso, ma sempre con costanza: tutto ciò è merito di un allenatore che sta gestendo benissimo il materiale a disposizione".
E dove sta, invece, il merito di Inzaghi?
"Anche Simone sta riuscendo a far rendere al meglio, e soprattutto nella giusta posizione, i suoi giocatori. L’anno scorso dicevo che per me il regista doveva farlo stabilmente Calhanoglu: Brozovic aveva grande corsa, ma toccava la palla molte più volte del turco. Bravo Inzaghi a notarlo e a trovare questa soluzione decisiva. E bravo anche a volere Acerbi: i tifosi della Lazio gli hanno fatto un favore spingendolo via, ma all’Inter serviva proprio un centrale di personalità capace di guidare tutta la difesa".






