25 agosto 1996, Batistuta vince la Supercoppa quasi da solo. Urlando "Irina te amo"
Il 25 agosto del 1996, a San Siro, si gioca la Supercoppa Italiana fra Fiorentina e Milan. Da una parte c'è il presidente viola, Cecchi Gori, dall'altra Berlusconi. È un antagonismo tra grandi squadre e grandi numeri uno, almeno è quello che spera Cecchi Gori.
Rivalità politica e imprenditoriale
È un destino che sembra già scritto. Perché il dualismo c'è da parte di Vittorio, forse meno di Silvio. Con premi partita altissimi e regali in caso di vittoria a Milano. Poco dopo il decimo minuto ecco la magia: Batistuta riesce con un sombrero a saltare Baresi, risucchiando anche Maldini nella sua giocata, concludendo poi con l'esterno destro e fissando l'uno a zero.
Poi Savicevic insacca l'uno a uno, ipnotizzando Toldo. L'uno a uno resiste fino a poco dalla fine, quando Desailly colpisce Batigol e regala una punizione dai venticinque metri. La conclusione finisce nel sacco, Batistuta corre verso le telecamere e urla un “Irina, te amo! Irina, te amo!”. È la dichiarazione di amore per sua moglie che, in quel momento, è a Forte dei Marmi ed è senza decoder. Eppure i giornali raccontano della dedica dell'attaccante argentino alla sua innamorata. I maligni diranno che doveva farsi perdonare qualcosa, mentre la Fiorentina vincerà due a uno la Supercoppa.






