Dalla disfatta dell’andata alla voglia di rivincita: è un’altra Lazio rispetto al 4-0 di Napoli
Novantuno giorni fa, il momento più basso dell’avventura di Sarri alla Lazio: il 4-0 al ‘Maradona’ senza possibilità di replica, ko tecnico e mentale. Altro che squadra alle corde, proprio fuori dal ring. Ma la trasferta di Napoli del 28 novembre è stato anche il punto di non ritorno, perché da lì a una settimana (1-2 in casa della Sampdoria) la squadra del Comandante ha cominciato ad avere finalmente continuità. Con delle frenate, come Empoli in casa o Milan in Coppa Italia, ma andando nella strada tracciata dal tecnico toscano con un passo più deciso, veloce e convinto. Convinzione è la parola chiave. Perché più di ogni altro aspetto - tecnico o tattico - la Lazio che oggi scenderà in campo contro il Napoli sarà una squadra diversa nell’anima: sicura nei propri mezzi e in sintonia con le idee dell’allenatore.
Dalle ceneri del Maradona ha ricostruito la Lazio, Sarri. Venendo incontro ad alcuni giocatori, entrando in empatia con il gruppo dopo un inizio non semplice. Così la manovra è diventata più fluida, il palleggio è più veloce e soprattutto nella fase difensiva la Lazio ha fatto passi in avanti da gigante: la media dei gol subiti in A da quella notte è diventata di 1,3 a partita (era 1.8), con 4 gare consecutive in campionato con la porta inviolata. Uno scenario impensabile nel girone d’andata. E ancora: nelle ultime 5 giornate solo una squadra ha fatto gli stessi punti della Lazio, proprio il Napoli (11), ma nessuno ha subito meno gol dei biancocelesti (1). E allora, 91 giorni dopo, a Formello vogliono la rivincita per rientrare in corsa Champions.






