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Dalle polemiche arbitrali alla lotta per la Conference League: la Roma festeggia un anno di Mou

Dalle polemiche arbitrali alla lotta per la Conference League: la Roma festeggia un anno di Mou TUTTOmercatoWEB
autore
Dario Marchetti
mercoledì 4 maggio 2022, 08:30Serie A

Erano le 15.09 di un martedì che già per la notizia dell’esonero di Paulo Fonseca non poteva essere come gli altri. Nessuno, però, il 4 maggio del 2021 pensava che la Roma potesse ingaggiare José Mourinho, fino a quando un tweet sul profilo del club non ferma le vite di un’intera città. “L’As Roma è lieta di annunciare che José Mourinho è il nuovo Responsabile Tecnico della Prima Squadra per la stagione 2021-22”. Poche parole che mandano in tilt la Capitale e che danno vita al progetto Special One. Un anno dopo il portoghese si ritrova a competere per il suo primo titolo in giallorosso, ma non sono mancati alti e bassi nei 365 giorni trascorsi in mezzo. Il successo più grande a oggi, in attesa dei trofei, è l’entusiasmo che è riuscito a riportare in città. Un entusiasmo immutato e incondizionato dal primo giorno in cui ha messo piede a Roma.

Era il 2 luglio e al terminal privato di Ciampino ad attenderlo c’erano altre mille tifosi. Un primo bagno d’amore che sarà ripetuto poi in ogni gara casalinga e in trasferta a prescindere dai risultati. I sold out registrati al 100% della capienza dell’Olimpico, infatti, sono solo un’ultima dimostrazione di tutto questo per un allenatore eletto da tutti: giocatori, tifosi e dirigenti, come il comandate unico del progetto Roma. Non sarebbero mancati i motivi per veder scricchiolare la sua panchina perché ad altri colleghi prima di lui mai sarebbero stati perdonati risultati come il 6-1 in Norvegia contro il Bodo/Glimt o il 4-3 con la Juventus subendo tre reti in sette minuti. Non si sarebbe chiuso nemmeno un occhio con la comunicazione muscolare che, esclusi i Friedkin, non ha fatto prigionieri. Arbitri compresi, con i quali ha intrapreso una vera e propria battaglia, basti pensare all'ultima esternazione contro la Lazio o al gesto del telefono nei confronti di Pairetto e alle tante dichiarazioni post partita che sono costate anche qualche multa. Eppure ogni giorno passato da quel 4 maggio non ha fatto altro che rinsaldare la posizione di Mourinho al centro della Roma. E ora lo Special One inizia a raccoglierne i primi frutti.

Gioco e mentalità della sua squadra sono migliorati, gli scontri diretti con le grandi non sono più un tabù come in passato e domani l’occasione più grande: conquistare la finale di Conference League per giocarsi un trofeo che dalle parti di Trigoria non si vede da 14 anni. Il percorso di Mourinho alla Roma, però, non passa solo dalla conquista o meno della Conference perché “a prescindere da come finirà, la strada fatta è una strada che mi piace” ha detto prima della gara d’andata con il Leicester il portoghese. E forse è questa la prima vera grande vittoria di Josè: aver cambiato la visione di chi lavora dentro Trigoria dove per la prima volta dopo tanto tempo si ha la sensazione che si possa costruire qualcosa di ‘special’ come il suo allenatore.

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