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De Marco: "Ayroldi? Tutti allibiti che abbia dato rigore all'Inter dopo l'on field review"

De Marco: "Ayroldi? Tutti allibiti che abbia dato rigore all'Inter dopo l'on field review" TUTTOmercatoWEB
Alessio Del Lungo
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Alessio Del Lungo
martedì 5 marzo 2024, 15:00Serie A

Lazio-Milan, Torino-Fiorentina e Inter-Genoa: 3 partite, 4 gol, 4 espulsioni, un rigore concesso, 2 gol annullati e tante altre polemiche. Il weekend degli arbitri non è stato sicuramente semplice e gli errori non sono mancati, così, per fare il punto sugli episodi più controversi, a TuttomercatoWeb.com ha parlato l'ex direttore di gara Andrea De Marco.

Ci conferma che il penalty per l'Inter non andava assegnato?
"Sì, il fallo non c'è. È un contrasto, Frendrup colpisce anche il pallone, ma anche se non lo avesse colpito si sarebbe trattato di un contrasto. Posso capire l'arbitro dal campo, poi però se il VAR ti richiama significa che per lui non è rigore. Siamo rimasti tutti allibiti perché è rimasto della sua idea".

Il VAR aveva tutte le immagini a disposizione e se sì perché non gli ha mostrato quelle che abbiamo visto tutti nel post-partita?
"Il VAR ha a disposizione tutte le immagini, avranno proposto ad Ayroldi quelle che ritenevano più opportune. Il tocco sul pallone c'è, è strano non sia tornato sui suoi passi. Comunque il giallo non ci stava perché, soprattutto in area, questo non è da giallo. È un intervento genuino".

In Lazio-Milan si è discusso tanto per le espulsioni e il rigore chiesto da Castellanos per fallo di Maignan.
"È la gara che ha fatto più discutere. Maignan però non può smaterializzarsi, Rocchi ha detto che è una di quelle situazioni da 50-50, ma a me piacerebbe più chiarezza. Così si crea confusione tra i tifosi e gli addetti ai lavori, va data una linea".

L'espulsione a Pellegrini è un episodio controverso.
"L'arbitro deve interrompere il gioco quando c'è un grave infortunio, ma quella è una situazione sfortunata, ha visto il giocatore a terra e forse non ha avuto neanche il tempo. Rivedendo le immagini avrà detto: se avessi fischiato subito... Sono momenti non semplici da gestire, poi da protocollo quello di Pellegrini è giallo e non si discute, ma Di Bello avrebbe potuto interrompere prima il gioco".

Su Guendouzi poteva lasciar correre?
"Lo ha valutato come fallo di reazione e per quello va espulso. In quella situazione però tutto sta nell'esperienza, lui ne ha tanta, è internazionale da tempo e poteva gestirla".

Passiamo a Torino-Fiorentina, Ricci era da espellere?
"La sua gestualità è sempre da ammonizione, l'arbitro non deve mai tollerarla. Il problema è che Marchetti sbaglia a non ammonire subito Arthur, lo avesse fatto avrebbe spento nell'immediatezza le proteste di Ricci e avrebbe evitato un'espulsione. Questo è stato un errore, forse non voleva nemmeno ammonirlo".

Da giorni si parla della possibilità che Rocchi diventi presidente AIA e Orsato designatore per la Serie A. Che ne pensa?
"Non mi sono mai interessato al lato politico anche quando arbitravo. Rocchi sta facendo il suo lavoro e lo farà al meglio fino al termine del suo mandato, anche se non è facile viste le situazioni che si sono verificate. Il periodo è molto difficile, comunque Rocchi ha le capacità per ricoprire quel ruolo. Orsato sarà un papabile designatore perché smetterà di arbitrare".

È favorevole al VAR? Spesso sembra ci siano più polemiche oggi.
"Sì, sono favorevole, ma per le cose oggettive come il fuorigioco e i gol non gol. Gli episodi soggettivi vengono rivisti troppe volte, il VAR non è una moviola in campo, le immagini si vedono 7-8 volte... Dovrebbero trovare una quadra come in Champions e intervenire solo per chiaro ed evidente errore, ovvero quando uno para la palla di mano sulla linea o falli che si vedono subito dalla tv. Altrimenti diventa difficile perché non c'è uniformità".

Esiste negli arbitri la sudditanza psicologica?
"No, gli arbitri vanno in campo per fare meno errori possibili. Se una squadra è favorita è per casualità".

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