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Iafrate, GM Miami United: "Vogliamo creare un 'ponte' tra USA e Italia"

ESCLUSIVA TMW - Iafrate, GM Miami United: "Vogliamo creare un 'ponte' tra USA e Italia"
Tommaso Bonan
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Tommaso Bonan
giovedì 18 maggio 2023, 18:30Serie A

Il legame tra Italia e Stati Uniti, all’interno del mondo del calcio, non è mai stato così florido e attivo. A dimostrarlo, non solo le numerose proprietà nordamericane in Italia ma, anche, i progetti che manager e imprenditori italiani hanno avviato negli States negli ultimi anni. Uno dei programmi più interessanti è senza ombra di dubbio quello del Miami United, società fondata da Roberto Sacca nel lontano 2012 e che vede, nel ruolo di general manager, un altro italiano, Tony Iafrate. “La mia attività nel mondo del calcio comincia proprio nel 2012’ racconta in esclusiva a tuttomercatoweb.com Iafrate “dopo aver superato l’esame per diventare Agente FIFA. Conoscere molte persone - giocatori, dirigenti, giornalisti - e portare avanti diverse operazione sparse in tutta Europa, mi ha consentito di entrare dalla ‘porta principale’ nel mondo del calcio, ma, a meno che non si riesca ad arrivare ad un livello molto alto, le soddisfazioni sono rare. Per un ragazzo come me, che aveva poche connessioni, è stato come trovarsi di fronte ad un muro: da lì la decisione di andare negli Stati Uniti”

Quanto hanno inciso, nella tua scelta, le estreme potenzialità di Miami?
"Sono a Miami dal 2014, avevo la consapevolezza che prima o poi il calcio sarebbe esploso qui. Nel 2014, infatti, è stato annunciata l’Inter Miami, la squadra di Beckham, e nel 2015 è nato il Miami FC. Ero già stato DS del Miami United nel 2018, poi ho creato la mia squadra, il Miami Beach, dove, tra gli altri, ha giocato Paolo De Ceglie; e poi al Palm Beach, dove abbiamo avviato un progetto con, tra gli altri, Bryan Perea, ex Lazio. Tutti progetti che avevano l’obiettivo di rilanciare giovani europei o lanciare i giovani locali".

In Italia, spesso e volentieri, ci si ferma, come conoscenza, all’MLS, ma in realtà il sistema calcistico statunitense è molto più complesso.
"In Italia non c’è una conoscenza profonda di come sia strutturato il calcio negli Stati Uniti. Ogni Lega è una lega a sé stante, sotto l’MLS ci sono altre leghe, che possiamo immaginare come livello 2, livello 3 (come la NPSL) e via dicendo. Ogni lega ha il proprio progetto. La NPSL, dove milita il Miami United, è sopratutto una lega per lo sviluppo dei giovani. Il campionato si gioca quando finisce il college, un elemento importantissimo qui in America: per questo la stagione si disputa da Aprile ad Agosto. Al Miami United abbiamo anche un altro progetto, ovvero lavorare sulla base sudamericana che c’è qui a Miami, per poi mandarli a giocare in giro per l’Europa, affinché possano mettersi in mostra e provare a fare il salto".

Negli Stati Uniti ormai il soccer è una realtà consolidata.
"Per Qatar 2022 ho avvertito qualcosa di simile a quello che si prova in Italia, come passione e attenzione per la Nazionale. Ci sono talenti statunitensi anche in Europa, e ora anche la Nazionale maschile ha un'attenzione paragonabile a quella che c’è per la Selezione femminile. La passione è tangibile e questo aiuta anche realtà come la nostra a poter avere una visione più grande e a scovare più giocatori: secondo gli ultimi dati il calcio è lo sport più praticato nei bambini tra i 6 e i 12 anni. Impensabile, fino a dieci anni fa. Ora vedremo cosa darà al movimento anche Balogun, ma la sua ‘preferenza’ per la nazionale statunitense è già di per sé molto indicativa. Mi aspetto possano fare ancora meglio nel prossimo Mondiale, che vedremo proprio qui negli States: Il movimento statunitense sta molto accorciando il gap con alcuni campionati europei".

Il mercato italiano, in primis la Serie A, è molto attrattivo per gli imprenditori statunitensi.
"La priorità per un imprenditore americano è il business e per questo l’Italia è considerata terreno fertile. Investire in Italia, per loro, significa investire in un qualcosa che ammirano e rispettano enormemente e su cui hanno idee precise di marketing. Puntano a far aumentare il valore della società e potrebbero contribuire a cambiare le sorti del calcio italiano. Le società ‘storiche’ del calcio italiano sono molto seguite negli USA, ma ora anche le realtà più ‘piccole’, con proprietà americane, hanno più appeal. L’ultimo tassello che manca è quello sugli stadi.
Il centro sportivo dell’Inter Miami - che è provvisorio - vale Milanello, Appiano Gentile. Sono ‘asset’ imprescindibili, qui è obbligatorio, per una squadra di MLS, avere uno stadio da 25 mila posti e centri commerciali. Ovviamente burocrazia e ‘suolo’ non sono paragonabili, tra Italia e Stati Uniti, però, ad esempio, Commisso e Barone - che è stato anche commissioner della NPSL - hanno un grande progetto, ma anche in questo caso si sono poi scontrati con la burocrazia".

Che programmi avete come Miami United per questa stagione?
"Il Miami United è la prima squadra di calcio ad esser stata fondata a Miami, città che ora conta un qualcosa come 70 squadre. Il campionato comincerà a breve, per noi sarà una stagione impegnativa, visto che giocheremo anche la NISA Cup, oltre al campionato della NPSL. Il progetto del Miami United punta a portare la franchigia nella stessa categoria del Miami FC, ovvero la USL Championship. Presto organizzeremo anche dei provini in Italia, mercato su cui, ovviamente, puntiamo molto, per poter creare un ponte tra Italia e Stati Uniti".

© Riproduzione riservata
Fonte intervista a cura di Francesco Benvenuti

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