Genoa, De Rossi: "Servono tre innesti, poi bisogna vedere i giocatori che escono"
Dopo l'amichevole vinta contro il Leicester, il tecnico del Genoa Daniele De Rossi ha parlato alla stampa. Fra gli argomenti trattati anche il mercato: "Cosa manca lo stiamo analizzando - riportano i colleghi di Buoncalcioatutti.it - questa gara la rianalizzeremo e riguarderemo. C’è un confronto costante, anche oggi un’ora e mezza o due ore abbiamo parlato con Blazquez e Diego Lopez. Siamo concentrati sui nostri obiettivi. Non è facilissimo individuarli perché non sappiamo quali saranno le uscite, c’è da capire chi verrà a mancare. Nel frattempo parliamo solamente di giocatori che andranno a coprire quelle posizioni che sappiamo che dobbiamo coprire, come caratteristiche e posizioni da sostituire".
L'arrivo di Mitaj
L'allenatore ha poi presentato il nuovo acquisto Mario Mitaj: "Ha grande qualità, dà tante soluzioni, fa uscire bene la squadra in palleggio e sa spingere. Anche fisicamente, nonostante non sia un armadio, ha passo, lo tiene, gioca con qualità e gioca in avanti. Molto simile a Martin o Angelino, questi terzini che non sono giganteschi ma che sanno dove far andare la palla. A livello di qualità e di tocco ci alzerà il livello e ho la sensazione che possa giocare anche in altre posizioni del campo. Ora vediamo quanto tempo abbiamo. Oggi si sentiva bene, ma non ho voluto rischiarlo. Eravamo già stanchi noi con il viaggio, figuriamoci lui che ha dovuto fare visite mediche, foto, firme. L”ho tenuto fuori, ma è in condizione. É un pochino più indietro di noi perché ha fatto più volume che intensità, ma dai dati che abbiamo visto tra poco starà bene“.
Il Bournemouth
Il primissimo impegno si chiama Bournemouth: "Siamo abbastanza pochi. Abbiamo tanti giovani, lì è una scelta. Sul minutaggio dobbiamo riparlare con il Bournemouth ma probabilmente faremo quattro tempi da trenta minuti. Daremo 60 minuti a tutti i giocatori. Lì poi c’è una scelta: io oggi potevo mettere una squadra più “tipo”, però allora non si fanno prove. A me vedere per esempio Puczka braccetto a sinistra interessa, incuriosisce e serve. Se vediamo che è affidabile non andiamo a fare un investimento in quella posizione. Vale lo stesso per Doumbia e Doucoure, che nel secondo tempo è stato forse il migliore in campo. Se fossimo partiti con la squadra di più qualità ed esperienza, nel secondo tempo magari metti tutti i giovani insieme e rischiano in primis di prendere le imbarcate e, poi, di non essere nelle migliori condizioni per mostrarti se sono pronti o meno. Penso sia meglio mettere le formazioni più equilibrate, anche se penso che quella con il Bournemouth sarà l’ultima perché avremo poi una partita per volta e andremo a giocare, già dal Trofeo Spagnolo dell’8 agosto, con chi penso che rimarrà, giovani compresi, dando minuti a chi ne avrà di più durante l’anno. Cerchiamo di rispettare chi potrebbe uscire, ma sta qui, si sta allenando seriamente. I minuti li diamo a tutti quanti, è gusto così".
Gli acquisti
Ma quanti innesti servono al Genoa? "Tre sicuri. Poi bisogna vedere chi esce e quali caratteristiche escono. Faccio un esempio stupido: se esce Østigard o Vasquez non è la stessa cosa, se esce Frendrup o Amorim nemmeno, se esce Colombo o Vitinha neanche. Sto facendo nomi a caso, non pensate male. Se esce Colombo o esce Vitinha non è la stessa cosa, esce lo stesso ruolo ma non lo stesso giocatore. Andremo a sopperire a quello che verrà a mancare con queste uscite. Abbiamo anche un’idea di chi potrebbe uscire, ma sappiamo che il mercato non sempre corrisponde alle nostre idee e ipotesi e bisogna essere pronti a tutto. Penso che tre giocatori sono quelli che stiamo cercando con più insistenza. Li abbiamo già individuati e in un paio di posizioni siamo sicuri che si stia ballando tra un paio di nomi che abbiamo scelto. Entro quando me li aspetto? Prima dell’inizio del ritiro di Moena me li aspetto, ma questo perché tutti gli allenatori se li aspettano subito, però sappiamo che non è facile. La società ha già fatto investimenti con Colombo e Baldanzi, giocatori ne hanno presi. Alcuni sono titolarissimi per me, come questi giocatori qui. Altri sono giocatori che verranno inseriti con il tempo, capendoli, aiutandoli, aspettandoli. Oggi Meichtry era un altro giocatore rispetto alla partita col Vicenza. Sono 2005 o 2003, abbiamo preso giocatori giovani e dovremo per forza aspettarli. I prossimi due o tre di cui parlo devono essere giocatori che prendi, li butti dentro e sono quelli che ti fanno vincere le partite, visto che in alcune posizioni qualche giocatore di spessore lo abbiamo perso".






