I dolori del tecnico Gattuso. Dopo De Laurentiis e Commisso solo delusioni
Una Coppa Italia, due quinti posti e due esoneri nelle quattro (ottime) squadre allenate finora. La carriera di Gennaro Gattuso da allenatore non è all'altezza di quella, straordinaria, come calciatore. Perché se è vero che è arrivato un trofeo negli ultimi sei anni - in un format abbastanza particolare come la Coppa Italia del Covid - dall'altro lato non è mai riuscito a centrare l'obiettivo principale. L'unica volta che ci è riuscito era in Serie C, con il Pisa, quando ha vinto riportando nella cadetteria i nerazzurri, retrocedendo subito dopo in una situazione davvero molto complicata per questioni che esulavano dal momento societario.
Con il Milan è prima subentrato a Montella, arrivando settimo a fine anno, poi ha raggiunto il quinto posto in classifica a un solo punto dalla Champions di Inter e Atalanta. Vincendo le ultime quattro partite consecutive e salutandola, di fatto, con un pari con il Parma e la sconfitta contro il Torino. Va anche detto che a inizio stagione era arrivato Higuain dalla Juventus, poi Paquetà e Piatek durante la sessione invernale, proprio per raggiungere il quarto posto poi sfuggito all'ultimo respiro.
Poi il Napoli: subentra ad Ancelotti e arriva al settimo posto al primo anno, pur vincendo la Coppa Italia. Il secondo anno ha il match point per escludere la Juventus dalla Champions, ma lo fallisce malamente a Verona. Merito anche di De Laurentiis che lo aveva già praticamente esonerato ancora prima della partita per scegliere Spalletti. Poi l'esperienza mai partita alla Fiorentina per frizioni con Commisso, l'avventura malamente finita con il Valencia che rischiava la retrocessione, ora la spugna gettata all'Olympique. Tutt'altro che un periodo straordinario.






