Speciale Prestiti - Paradosso Winks: 25 milioni di euro che la Sampdoria non aveva (e non ha)
Prestiti, che passione. Quando mancano le condizioni economiche per gli acquisti, ecco che diventano un alleato, siano essi solo secchi sia che abbiano un'opzione per l'acquisto a titolo definitivo, tramite diritto od obbligo di riscatto, anche condizionato. Tuttomercatoweb.com oggi vi accompagna con uno speciale in questo intricato anfratto della Serie A.
È stata una stagione all'insegna della sofferenza, interminabile per molti dei più appassionati tifosi blucerchiati, quella appena costata la retrocessione della Sampdoria in Serie B. Tanta confusione sotto al cielo doriano e a darne prova c'è una trattativa che doveva rappresentare il fiore all'occhiello del mercato estivo e che invece ha finito, involontariamente, per raccontare bene le difficoltà di programmazione di una società investita dai problemi esterni.
Winks e 25 milioni introvabili
Succede che in estate dopo un lungo corteggiamento si convincono sia il Tottenham, che aveva bisogno di effettuare l'uscita, sia il centrocampista inglese Harry Winks, classe '96, a completare un trasferimento a Genova: la base è un prestito, ma il diritto di riscatto (una semplice opzione) è fissato alla considerevole cifra di 25 milioni di euro. Con il senno di poi - al di là dei problemi fisici lamentati da Winks - conoscendo i difficoltosi sviluppi societari a tinte blucerchiate, soldi che evidentemente la Sampdoria non avrebbe avuto disponibili salvo cambi di proprietà mai avvenuti fin qui. È una cifra di cui oggi non dispone e che anzi potrebbe avere un certo peso se trasportata ai problemi di liquidità attuali, in grado di determinare la categoria della prossima stagione prima del campo. La Serie B sarebbe un lusso, ma qualsiasi destino attenda la Samp, Winks ne sarà ben lontano.






