Menu Serie ASerie BSerie CCalciomercatoCalcio EsteroFormazioniCalendariScommessePronostici
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie A atalantabolognacagliaricomofiorentinafrosinonegenoainterjuventuslazioleccemilanmonzanapoliparmaromasassuolotorinoudinesevenezia
Canali altre squadre ascoliavellinobaribeneventocasertanacesenahellas veronalatinalivornomonzapalermoperugiapescarapordenonepotenzaregginasampdoriasassuolo
Altri canali calciomercatoserie bserie cchampions leaguefantacalciopodcaststatistichemondialimondiale per club

Il progetto Superlega è finito o ha qualche margine per rinascere in futuro? Il punto

Il progetto Superlega è finito o ha qualche margine per rinascere in futuro? Il punto TUTTOmercatoWEB
© foto di www.imagephotoagency.it
Marco Conterio
autore
Marco Conterio
sabato 24 dicembre 2022, 20:45Serie A

La Superlega è finita, andate in pace. O forse no. O magari sì, in attesa della sentenza di marzo, sebbene il pronunciamento da parte dell'avvocatura della Corte di Giustizia Europea lasci poco spazio a interpretazioni. Di fatto, il legale greco Athanasios Rantos, ha dato ragione alla UEFA. Il tutto, in attesa della pronuncia vera e propria della Corte a marzo, con quello dell'Avvocatura che è un parere "non vincolante" ma che spesso in passato (4 volte su 5) ha dato l'indirizzo alla sentenza finale.

IL PARERE DI ATHANASIOS RANTOS
Questo il comunicato testuale della Corte di Giustizia dell'UE in merito alla disputa relativa alla Superlega: "Le regole FIFA-UEFA in base alle quali qualsiasi nuova competizione è soggetta ad approvazione preventiva sono compatibili col diritto alla concorrenza dell'Unione Europea. Sebbene la ESLC (European Super League Company) sia libera di organizzare la propria competizione calcistica indipendente al di fuori dell'ecosistema UEFA e FIFA, essa non può tuttavia, parallelamente alla creazione di tale competizione, continuare a partecipare alle competizioni calcistiche organizzate dalla FIFA e dalla UEFA senza l'autorizzazione preventiva di tali federazioni".

Nell'analizzare il documento ufficiale che racconta come la UEFA (e la FIFA) non violi il diritto alla concorrenza dell'Unione Europea (come invece accusato dalla Superlega) si notano anche altri importanti passaggi che riguardano, fra le altre cose, le possibili sanzioni. Queste le "opinioni" dell'Avvocato Generale Rantos:

1 - Le norme FIFA-UEFA in base alle quali ogni nuova competizione è soggetta all'approvazione preventiva sono compatibili con il diritto alla concorrenza dell'UE

2 - Le regole della concorrenza dell'UE non proibiscono alla FIFA, alla UEFA, alle loro federazioni affiliate o alle loro leghe nazionali di emettere minacce di sanzioni contro i club affiliati, quando gli stessi partecipano ad un progetto per istituire una nuova competizione che possa rischiare di minare gli obiettivi legittimamente perseguiti da quelle stesse federazioni di cui fanno parte.

3 - Le regole della concorrenza dell'UE non precludono le restrizioni, nello statuto FIFA, riguardanti l'esclusiva commercializzazione dei diritti relativi alle competizioni organizzate dalla FIFA e dalla UEFA dal momento che tali restrizioni sono inerenti e proporzionate al perseguimento delle legittime finalità connesse alla natura dello sport.

4 - Le leggi UE non ostacolano gli statuti FIFA e UEFA che prevedono che la costituzione di una nuova competizione pan-Europea sia soggetta ad un regime di approvazione preventiva

SODDISFAZIONE DELLA UEFA E DELLE ALTRE ISTITUZIONI
Il parere di Rantos è stato ovviamente accolto in modo molto positivo dalla UEFA , dalla FIFA , dall'ECA e ancora da LaLiga o dalla FIGC, ma non si è fatta attendere la risposta della Superlega.

LA RISPOSTA DELLA SUPERLEGA
Bernd Reichart, CEO di A22 Sports Management (agenzia che gestisce la comunicazione del progetto Superlega), ha commentato così il giudizio in favore della UEFA dell'Avvocato Generale della Corte di Giustizia dell'UE: "Il parere dell’Avvocato Generale è un passo in un caso in corso e siamo lieti del riconoscimento del diritto di terzi di organizzare competizioni paneuropee per club. L’avvocato generale ha chiarito che la UEFA detiene una posizione monopolistica che comporta importanti responsabilità per consentire a terzi di agire liberamente sul mercato. Tuttavia, riteniamo che i 15 giudici della Grande Camera a cui è affidata la responsabilità di esaminare questo caso andranno sostanzialmente oltre e offriranno ai club l’opportunità di gestire il proprio destino in Europa. A22 è co-ricorrente nella causa contro UEFA/FIFA – prosegue la nota -. In attesa di una sentenza definitiva della CGUE nella primavera del 2023, A22 ha avviato un dialogo esteso con un gruppo completo di parti interessate del calcio nell’ottobre 2022. L’obiettivo è facilitare lo sviluppo di un modello sportivo sostenibile per le competizioni europee per club che rifletta il lungo termine e nel migliore interesse reciproco dei tifosi e della più ampia comunità calcistica. Questo dialogo con le parti interessate è necessario per prepararsi a tutti i potenziali risultati nel processo legale in corso. A seguito della sentenza definitiva della CGUE, le società calcistiche devono essere pronte a riprendere in mano i propri interessi e sostenere una struttura di governance e concorrenza pienamente conforme al diritto e ai principi dell’UE", le sue dichiarazioni riportate da Calcio e Finanza.

LA SUPERLEGA NON E' MORTA
Seguendo questo ragionamento, poche ore dopo, Reichart si è visto a con Joan Laporta e Florentino Perez. Assente solo la Juventus, assente Andrea Agnelli, di fatto però i bianconeri hanno sostenuto il fatto con un retweet che ha lasciato pochi spazi a interpretazioni. : "È un parere del general counsel, la sentenza arriverà nella primavera del prossimo anno. La Superlega non è morta, tutt'altro".

Quali sono i problemi principali che le trasmettono i club?
"Governance. I club sostengono tutte le spese e i rischi aziendali e non si capisce che non sono i padroni del proprio destino. I club devono vivere di ciò che generano".

E' stata una batosta?
"La Superlega non è affatto morta. È molto viva. Vogliamo migliorare il calcio e per questo dialoghiamo con tutte le parti. Vogliamo ripristinare l'entusiasmo e fornire una struttura economica maggiormente adeguata".

Ma la maggiorparte dei club sembrano essere contrari.
"Il sistema UEFA esiste da 70 anni. Nelle ultime settimane abbiamo parlato con 30 club e stanno perdendo la paura. Vogliono un cambiamento nella governance e nel controllo finanziario".

Crede che così i giovani guarderebbero più il calcio?
"Un giovane guarda 10 ore di calcio e 300 su FIFA. Chiedono partite migliori. Una partita di Champions League genera più di sei volte il pubblico di una qualsiasi di quelle partite insignificanti. Non vogliamo che il calcio sia visto su Tik Tok. Vogliamo che la Superlega sia la migliore competizione europea. Alcuni rapporti dicono che è la Premier League e stiamo lavorando per creare una competizione migliore".

Che cosa significa però per voi il parere dell'avvocato?
"È un parere non vincolante. La UEFA non può essere tutto allo stesso tempo. È un giudice e un partito. Regolamenta e ammette o meno la partecipazione. Qualcosa di incredibile. Decide chi accede al mercato o meno. Stiamo lavorando su tale opinione. Deve aprire il mercato e stabilire alcune regole. Il rapporto lo ammette".

Qual è la sua posizione su Tebas?
"Ogni volta che parla il presidente de LaLiga, impariamo di più sul nostro progetto. Parla anche di un formato quando non è così. Continua a parlare di un progetto chiuso quando non è così. Il consiglio generale parla apertamente che è legale giocare, creare e partecipare ad altre competizioni. Nessuno parla di non giocare nei campionati nazionali. Non capisco il presidente de LaLiga".

Dopo le dimissioni dal CdA della Juventus qual è la posizione di Agnelli?
"Avrebbe voluto essere qui".

Potreste includere squadre sudamericane?
"Oggi è un progetto europeo ed europeista, ma da lì non voglio escludere nulla perché siamo aperti alle proposte. Il nostro obiettivo ora è migliorare le competizioni per club in Europa".

Com'è cambiato l'interesse per il calcio?
"L'interesse dei tifosi è cambiato, il calcio non solo compete con il ciclismo o il basket , ma anche con Netflix. Devi offrire il miglior calcio".

Qual è il messaggio che volete mandare ai club?
"Non escludiamo niente e nessuno. I club hanno capito che questo caso può cambiare il sistema sportivo in Europa. È incredibile che lo sport sia fuori dalla legge sulla concorrenza. Non può essere che le squadre debbano correre con tutti i rischi e loro con niente. Incredibile che ci siano club che partecipano a competizioni chiuse o quasi come l'Eurolega e dicono che la Superlega è esclusiva, quando non è così. Oggi è un progetto europeista".

Vuole mandare un messaggio a Ceferin?
"La UEFA crede che siano le Nazioni Unite. Ci sono competizioni che mettono in discussione la propria legalità e si adattano ai tempi attuali".

Qualche governo vi ha minacciato?
"Devono farci lavorare. Le pressioni, le minacce ai club di espellere i club... Erano vere. Spero che in primavera ci lascino parlare, spiegare, negoziare con i club. Il calcio ha bisogno di regole chiare che si applichino, non come fino ad ora. Devono essere uguali per tutti. Adesso è tutto stravolto. I tifosi vogliono che tutti gareggino alle stesse condizioni, cosa che ora non accade".

La Premier League vi ha bocciato.
"Parlare di una competizione chiusa è stato ciò che ha causato la bocciatura iniziale in Inghilterra. Stanno già cambiando idea. Sono tifosi di un club e non di una competizione creata a Nyon".

Altre notizie Serie A

Primo piano
TMW Radio Sport
Serie A
Serie B
Serie C
Pronostici
Calcio femminile