Il treno Hellas riparte con Barak e Casale a bordo. Ma il Cholito salterà la fermata di Torino
Il mercato è un capitolo chiuso. O quantomeno in stand-by, perché se è vero che la sessione invernale ha serrato i battenti, è altrettanto assodato che uscite (probabili) di un certo rilievo economico come quelle di Barak e Casale vadano imbastite con perizia, mattoncino dopo mattoncino, e dunque richiedano contatti frequenti e diluiti nel tempo. Contatti che non si sono interrotti, né si interromperanno: i problemi di queste settimane in casa Lazio hanno impedito l'affondo per il difensore, che continua però a piacere ai biancocelesti (e non solo). Il ceco ha mercato ovunque, in Italia e all'estero (soprattutto in Premier). Difficile, con queste premesse, pensare di trattenerli in estate. Ma averli blindati almeno fino al termine della stagione è un piccolo successo che va ascritto ad un compatto orientamento societario: dalle cessioni dei big non si può prescindere, ma alle nostre condizioni e, soprattutto, secondo tempistiche da noi stabilite.
C'è solo il campo, adesso. Non uno spiffero di mercato che possa lontanamente minacciare la concentrazione del gruppo. Alla ripresa sarà Juve, a Torino: una di quelle gare tutte da gustare, nelle quali da perdere hai ben poco e da guadagnare un capitale. E chissà che non possa esserci già spazio, magari per uno spezzone, per il neo-arrivato Retsos. Panos è un girovago in cerca di un posto nel mondo (del pallone): da baby prodigio (il Leverkusen lo pagò 17,5 milioni appena diciottenne) è stato presto accantonato, complice qualche stop fisico di troppo. E dopo i prestiti infruttuosi in Inghilterra e Francia, ecco che ci riprova in Italia. Una ripartenza in piena regola, questa volta, e non l'ennesimo "parcheggio" a titolo temporaneo.
Chi non sarà certamente della partita è invece il Cholito Simeone, fermato per un turno dal giudice sportivo. Se da un lato la Juve potrà contare su un bomber nuovo di zecca, dunque, all'Hellas mancherà quello che l'ha trascinato per un girone intero. Ghiotta occasione per uno tra Lasagna e Kalinic, ma soprattutto responsabilità raddoppiate per Caprari, fresco (e meritevole) vincitore del premio di calciatore del mese di gennaio assegnato dall'AIC.






