Immobile non va, sembra quello della Nazionale di Mancini. Come uscire dal tunnel delle critiche?
Cosa sta accadendo a Ciro Immobile? Due gol in nove partite, ieri sostituito per la terza volta nelle ultime quattro (e quarta nelle ultime sei), ma soprattutto gare non all'altezza della situazione, con un apporto che si è drasticamente ridotto rispetto alla prima annata con Sarri. Ci sono due fazioni che hanno idee contrapposte: la prima che l'attaccante abbia goduto dell'onda lunga di Simone Inzaghi in quella determinata stagione, andando in gol per ventisette volte e raccogliendo il titolo da capocannoniere per la quarta volta nella sua carriera. La seconda è che non ci sia nessun problema fra l'allenatore e il calciatore, ma che sia solo un momento particolare e che un piccolo appannamento dopo anni di grandi risultati sia normale.
Va da sé che il momento stia durando un po' di più del prevedibile. L'anno scorso dodici reti in campionato, di cui quattro su rigore. Senza contare questo particolare dato, Immobile non sarebbe arrivato alla doppia cifra per la prima volta nei suoi anni alla Lazio. In più ha incominciato ad attirare le prime critiche da parte di una frangia, pur minoritaria, dei tifosi. “Per quello che è uscito ci sono rimasti più male mio fratello e mia moglie. Loro sono sentimentali come me e ci tengono a quello che sto facendo con la Lazio. Hanno avuto una reazione e qualcuno ha pensato fosse per il mister. Ma non era riferito a Sarri. Mi sembra impossibile che i tifosi della Lazio mi possano dire qualcosa”, ha detto martedì prima della sfida contro il Celtic.
Il tratto comune fra le due esperienze, cioè quella della Nazionale e delle ultime gare con la Lazio sono le critiche. Come uscirne? Solo segnando, anche se Immobile lo ha sempre fatto. Per questo è il simbolo dei tifosi, il cannoniere e il capitano. Ecco, raggiungere quanto prima le 200 reti in Serie A sarebbe un bel viatico per inforcare l'uscita del tunnel.






