Niente Inter e Juve per Muharemovic, il ds Palmieri: "Pressione da diverse squadre"
Il direttore sportivo del Sassuolo, Francesco Palmieri, ha parlato al canale YouTube del Corriere dello Sport delle strategie del club neroverde in questa estate e non solo.
Palmieri parla di Muharemovic
Queste le sue parole su Muharemovic, seguito da Inter e Juventus prima di firmare con il Leeds in Inghilterra: "Penso che sia stata una grandissima operazione perché è stato un ragazzo che abbiamo preso l'anno della Serie B, gli ultimi giorni di mercato, ha fatto un percorso incredibile con noi di crescita, era un giocatore che conoscevamo benissimo perché ha giocato sia nella Primavera che con l'Under 23 della Juve. Ci abbiamo creduto e ha acquistato un valore sia tecnico che economico molto importante. C'è stata una grandissima pressione da diverse squadre e in lì si è apparsa quella che concretamente voleva il giocatore e si è concretizzata questa grande operazione che ha fatto felice il ragazzo, felice un po' tutti quanti perché anche per noi è un motivo di grandissimo orgoglio e soddisfazione vendere un nostro giocatore a una cifra importante ma dare a lui la possibilità di giocare in Premier League che è il sogno di tanti calciatori".
Palmieri sul colpo Adzic
A proposito di ex Juventus, Palmieri si sofferma poi a parlare del colpo Adzic: "È un giocatore che conosciamo un po' tutti gli addetti ai lavori, anche se è un 2006, è un giocatore con grandissime qualità tecniche, grande talento, preso dalla Juve qualche anno fa, è stato anche pagato all'epoca dei soldi importanti, perché questo ragazzo ha delle caratteristiche spiccate, grande qualità, grande tecnica, elegante, è un giocatore che secondo me in questo ambiente potrebbe fare grandissime cose. Abbiamo dato la possibilità a tanti ragazzi di crescere, spero che possa darci una grande mano. Ci serve un giocatore con determinate caratteristiche, un giocatore di qualità e si è scelto di puntare su di lui".
Su Aquilani ha parlato poi della condivisione che ha con lui sulle scelte di mercato: "Io penso che sia da condividere sempre la scelta dei calciatori, poi ognuno deve fare come giusto che sia il proprio ruolo, perché i calciatori non sono né di Palmieri né di Aquilani, o meglio ancora né del direttore sportivo ma dell'allenatore, i calciatori sono delle società e le società in questo momento devono stare attente non solamente al discorso tecnico ma anche al discorso economico, per cui si fanno delle scelte in base a quello che si può fare, quello che si deve fare, io ho la fortuna di lavorare in una grande società con una proprietà incredibile, in questi anni abbiamo fatto dei grandissimi investimenti, abbiamo un parco giocatori importante, lo scorso anno, primo anno di Serie A dopo il ritorno da una stagione fatta in Serie B trionfalmente, abbiamo fatto una grandissima stagione, la maggior parte del gruppo dello scorso anno è ancora con noi, per cui cerchiamo di fare anche quest'anno una squadra competitiva per far sì che si possa parlare del Sassuolo anche quest'anno".
Sulle differenze fra i nuovi allenatori come Aquilani, Grosso e quelli del passato: "Differenze anche per la forma mentis oltre che per la tecnologia? Sì, che poi anche con la tecnologia è meglio andarci un po' cauti, che secondo me a volte si esagera anche in quello e secondo me non è tutto veritiero, perché poi anche sotto l'aspetto della scelta dei calciatori è meglio vederli, guardarli dal vivo e non solamente fidarsi di quelli che sono i numeri dati, che sono sicuramente di contorno, che possono aiutare, ma che non debbano essere indeterminate scelte. Ma gli allenatori adesso sono sicuramente evoluti. Io ho avuto la fortuna nella mia carriera da calciatore di conoscere tanti grandi allenatori che mi hanno lasciato qualcosa. Avuto Ventura, Prandelli, Sonetti, Spalletti, Zaccheroni, Olivieri. Ho avuto tanti importantissimi che mi hanno tutti lasciato qualcosa e in qualcuno di questi nuovi intravedo anche qualcosa che ho visto nel passato, perché di quelli che ho menzionato io, tanti erano all'avanguardia già tantissimi anni fa. Vedo grande partecipazione adesso degli allenatori e grande voglia nella quotidianità di migliorarsi, di voler dare la propria impronta alla squadra, ma devono sempre essere sostenuti chiaramente da una società, da un gruppo di giocatori che abbiano voglia e determinazione, delle caratteristiche giuste per far sì che si possa poi mettere in pratica quello che dovrebbe succedere sul rettangolo verde. Noi abbiamo la fortuna, come hai detto prima, di avere un centro sportivo bello e la forza di questa società, di questa proprietà è stata proprio che qualche settimana fa hanno annunciato che siamo già partiti con Rogito per allargare ancora di più questo centro sportivo, per far sì che possano essere convogliate tutte le squadre del settore giovanile, perché l'attenzione che presta la proprietà al sassuolo calcio è veramente massima".






